La promessa dell’Odissea di Grok ha un obiettivo ambizioso: trasformare un generatore di brevi video in un regista capace di realizzare un lungometraggio entro il 31 dicembre 2026. Elon Musk sostiene che il risultato sarà fedele a Omero e storicamente accurato. Per ora, però, non esistono una sceneggiatura annunciata, una squadra di produzione o un piano di distribuzione. Il viaggio, insomma, deve ancora lasciare il porto.
Che cosa ha promesso Elon Musk
Il 22 luglio Musk ha rilanciato una sequenza amatoriale di tre minuti ispirata al poema e realizzata con Grok, dichiarando che Grok Imagine produrrà entro la fine dell’anno un adattamento completo, «storicamente accurato e fedele all’arte di Omero».
Variety e il Daily Beast hanno confermato la dichiarazione, ma nessuna delle due testate ha trovato prove dell’avvio effettivo della produzione. Musk e xAI non hanno comunicato durata, cast, sceneggiatori, montatori, data d’uscita o piattaforma prevista.
Grok è sviluppato da xAI, società ora riorganizzata sotto SpaceX. Il progetto arriva dopo le critiche di Musk al film di Christopher Nolan, in particolare alla scelta di Lupita Nyong’o. Secondo Le Monde, l’imprenditore aveva accusato il regista di aver «profanato» il poema.
Quella contestazione chiarisce anche la posta culturale. Musk sembra intendere la fedeltà soprattutto come ricostruzione visiva e selezione degli interpreti. Nolan, invece, ha spiegato al Los Angeles Times di aver scelto dialoghi contemporanei capaci di trasmettere un significato emotivo, non accademico.
Grok Imagine può davvero creare un lungometraggio?
La difficoltà più concreta riguarda lo strumento. La documentazione di xAI descrive Grok Imagine come un generatore di video della durata massima di 15 secondi, con risoluzione di 480p o 720p. Per costruire un’opera di due ore servirebbero almeno 480 segmenti alla durata massima, senza contare nuove versioni, raccordi, scene scartate e correzioni.
Ogni frammento dovrebbe inoltre mantenere coerenti volti, costumi, ambienti, luci, movimenti e interpretazioni. A ciò si aggiungerebbero montaggio, dialoghi, colonna sonora e missaggio. Un generatore di clip può contribuire a questi passaggi, ma non equivale automaticamente a un sistema autonomo per la produzione cinematografica.
Il Daily Beast ha chiesto allo stesso Grok di valutare il progetto. La risposta ha assegnato probabilità basse alla consegna, entro il 31 dicembre 2026, di un lungometraggio completo e storicamente accurato. Quando perfino il software mostra prudenza, il calendario merita almeno una seconda occhiata.
Quanto può essere storicamente accurata l’Odissea?
La formula usata da Musk presenta anche un problema meno tecnico. Christopher Mackie, studioso di letteratura classica, ha spiegato ad ABC che il poema circolava tra l’VIII e il VII secolo a.C. Il racconto combina possibili ricordi dell’età del Bronzo con dèi, ciclopi, giganti, trasformazioni e altri elementi mitologici.
Non esiste quindi una singola ricostruzione storica indiscutibile da riprodurre. Costumi, armi, navi e architetture possono basarsi sulle conoscenze archeologiche, ma l’idea di una precisione letterale diventa fragile appena entra in scena Poseidone.
Anche il film di Nolan ha ricevuto critiche per abiti e scelte di casting. Il regista ha però cercato la concretezza attraverso effetti pratici, evitando la grafica digitale dove possibile. Il ciclope è stato realizzato come pupazzo e altre creature con animatronica. Samantha Morton, parlando della trasformazione di Circe, ha precisato: «Non è grafica digitale».
Il confronto con Christopher Nolan è già iniziato
Il nuovo adattamento della Universal Pictures è uscito il 17 luglio e ha raccolto, secondo l’Associated Press, circa 264,1 milioni di dollari nel mondo: 124,5 milioni in Nord America e 139,6 milioni negli altri mercati. Il bilancio di produzione dichiarato è di circa 250 milioni, una cifra che non comprende necessariamente tutte le spese promozionali.
L’accoglienza iniziale è stata forte. L’Associated Press ha indicato un punteggio del 95% su Rotten Tomatoes e ha riferito che alcune proiezioni programmate per la quinta settimana erano già esaurite. Dietro i numeri c’è una risposta piuttosto semplice: il pubblico continua a trovare nell’attesa di Penelope, nel ritorno di Odisseo e nel costo umano del viaggio qualcosa di riconoscibile.
La versione promessa da Musk dovrà dunque dimostrare più della capacità di produrre immagini spettacolari. Serviranno continuità narrativa, personaggi credibili e una lettura coerente del poema. Fino a quando xAI non presenterà materiali produttivi concreti, resta una dichiarazione molto visibile appoggiata a uno strumento progettato per video molto brevi. Ulisse ha affrontato ostacoli peggiori, ma disponeva almeno di una trama completa.




