Gli Stati Uniti hanno intensificato le operazioni nello Stretto di Hormuz dopo che il presidente americano ha chiesto a Israele di non ripetere attacchi contro infrastrutture iraniane del gas. Voli a bassa quota e elicotteri Apache sono stati impiegati per intervenire contro imbarcazioni e droni vicini alla via di navigazione.
Offensiva americana nello Stretto di Hormuz
Comandi militari statunitensi hanno schierato jet A-10 Warthog e gli AH-64 Apache per contrastare piccole imbarcazioni da attacco rapido e droni nel tratto meridionale dello Stretto di Hormuz. Come ha dichiarato il generale Dan Caine, "l'A-10 è ora impegnato sul fianco meridionale e sta cacciando e distruggendo imbarcazioni d'attacco rapide nelle acque dello Stretto. Anche gli AH-64 Apache si sono uniti alla lotta sul fianco meridionale".
Attacchi israeliani e il campo gas di South Pars
In parallelo, Israele ha lanciato nuove offensive su Teheran dopo aver bombardato il giacimento di gas South Pars, un'azione considerata un forte aumento dell'escalation. Il primo ministro israeliano ha affermato che l'attacco a South Pars è stato deciso da Israele in autonomia e ha confermato che Washington aveva chiesto di sospendere attacchi simili alle infrastrutture energetiche iraniane.
Conseguenze militari e strategiche
- Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue da settimane e ha già causato migliaia di vittime e ampie ripercussioni regionali.
- Colpi contro infrastrutture energetiche hanno innescato ritorsioni e ulteriore instabilità nel Golfo.
Rotte sicure, isola di Larak e pagamenti per il transito
Alcune navi hanno iniziato a transitare con una rotta alternativa, passando vicino all'isola di Larak sul lato settentrionale dello Stretto. Analisti e dati di navigazione indicano che questi passaggi sono stati organizzati per ottenere una scorta o una forma di autorizzazione da parte iraniana.
Secondo report di intelligence marittima, un operatore di petroliere ha pagato 2 milioni di dollari all'Iran per garantire il passaggio sicuro di una nave nello Stretto. Non è chiaro quale compagnia abbia effettuato il pagamento.
Reazioni regionali e alert internazionali
- L'Arabia Saudita ha espresso forte condanna verso l'Iran e ha detto di riservarsi il diritto di rispondere militarmente, dopo attacchi missilistici che l'hanno coinvolta indirettamente.
- L'Iran ha risposto accusando l'Arabia Saudita di dichiarazioni ingiuste.
- Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha avvertito che attacchi contro infrastrutture energetiche potrebbero configurare crimini di guerra e ha invitato tutte le parti a valutare le responsabilità per le vittime civili in crescita.
Impatto sui mercati e prospettive
La guerra sta danneggiando l'approvvigionamento energetico globale. I prezzi del Brent sono rimasti elevati, intorno ai 107 dollari al barile, riflettendo le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte e della produzione.
Nel frattempo, il primo ministro israeliano ha inoltre affermato che un cambiamento di regime in Iran richiederebbe un elemento di forza terrestre, senza però entrare nei dettagli operativi.
Che cosa guardare nelle prossime ore
- Nuove azioni militari vicino alle rotte marittime nello Stretto di Hormuz.
- Eventuali conferme su chi ha pagato il transito protetto e se quella pratica diventerà più comune.
- Reazioni diplomatiche dalla regione e possibili misure internazionali per proteggere le navi civili.
La situazione rimane fluida e con ampie ricadute civile ed economiche. Per chi segue la vicenda da lontano, è una dimostrazione netta di quanto velocemente un conflitto possa complicare traffico, forniture e stabilità regionale.