La campagna militare condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran è arrivata al 24o giorno. Sullo sfondo c’è l’ultimatum di 48 ore di Donald Trump: riaprire lo Stretto di Hormuz oppure affrontare attacchi alle centrali elettriche iraniane. Il termine scade alle 23:44 GMT di lunedì, cioè alle 3:14 del mattino di martedì per l’Iran.
La tensione ha avuto ripercussioni anche sui mercati: borse in Cina e Hong Kong hanno segnato la peggior seduta in quasi un anno, mentre a Londra il primo ministro Keir Starmer ha convocato un incontro d’emergenza per valutare l’impatto economico. Intanto, gli attacchi continuano su più fronti.
In Iran
- Minacce e ritorsioni. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) ha promesso rappresaglie se venissero colpite centrali elettriche, e ha dichiarato di aver già preso di mira impianti in Israele e quelli che forniscono energia alle basi statunitensi nella regione.
- Colpi su infrastrutture a Teheran. L’esercito israeliano ha annunciato una vasta ondata di attacchi contro infrastrutture nella capitale. Sono state segnalate esplosioni in zone centrali, meridionali e orientali di Teheran; immagini verificate mostrano colonne di fuoco e fumo nella città di Karaj, a ovest della capitale.
- Vittime e danni civili. Un attacco congiunto Usa-Israele su un trasmettitore AM da 100 kilowatt della radio di Stato a Bandar Abbas ha causato almeno una vittima, secondo l’agenzia Mehr. Un bombardamento ha inoltre raso al suolo edifici residenziali a Urmia; i soccorritori cercano persone sotto le macerie.
- Obiettivi militari colpiti. Il Comando Centrale USA ha detto di aver preso di mira un sito di produzione di turbine nella provincia di Qom, sostenendo che la struttura forniva componenti per droni e aeromobili collegati all’IRGC.
Nel Golfo
- Arabia Saudita. Due missili balistici sono stati lanciati verso Riyadh; uno è stato intercettato, l’altro è caduto in un’area disabitata. L’IRGC ha detto di aver attaccato la base aerea Prince Sultan.
- Emirati Arabi Uniti. L’ufficio stampa di Abu Dhabi ha riferito che un cittadino indiano ha riportato lievi ferite da detriti dopo l’intercettazione di un missile diretto alla capitale. Le autorità emiratine hanno detto di rispondere a una minaccia missilistica in arrivo dall’Iran.
- Qatar. Il 22 marzo un elicottero è precipitato nelle acque territoriali durante un servizio di routine per un guasto tecnico; sette persone sono morte, quattro erano membri delle forze armate del Qatar e tre provenivano dalla Turchia.
- Bahrain. L’IRGC ha rivendicato attacchi con missili e droni contro la Quinta Flotta degli Stati Uniti, con base nel paese.
- Kuwait. L’autorità dell’aviazione civile kuwaitiana ha formalmente protestato presso l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile per violazioni dello spazio aereo e attacchi a infrastrutture aeroportuali attribuiti all’Iran, definendo gli eventi una grave violazione delle norme di aviazione civile.
Negli Stati Uniti
- Voci di dissenso politico. Il senatore democratico Chuck Schumer ha chiesto la fine dell’operazione militare contro l’Iran in un post su X. Il senatore Tim Kaine ha accusato il presidente Trump di mandare giovani americani in guerra per motivi politici legati alle elezioni del 2020.
In Israele
- Sirene e allarmi sono risuonati a Gerusalemme e nel centro del paese; sono state segnalate esplosioni.
- Il bilancio dei feriti per l’attacco iraniano di sabato contro Dimona, dove si trova l’impianto nucleare principale israeliano nei pressi della città, e Arad è salito: risultano almeno 180 persone ferite.
In Iraq e in Libano
- Libano. Le autorità libanesi riportano almeno 1.029 morti in seguito ai raid israeliani a partire dal 2 marzo; l’Organizzazione Mondiale della Sanità e le autorità sanitarie libanesi indicano che oltre 100 delle vittime erano bambini.
- Iraq. Le autorità segnalano almeno 60 morti, per lo più membri delle Forze di Mobilitazione Popolare filoiraniane. In un attacco vicino a un porto iracheno è stato ucciso un membro dell’equipaggio straniero di una petroliera.
La situazione resta fluida e pericolosa. Lo scadere dell’ultimatum su Ormuz potrebbe segnare una nuova fase dell’escalation o, in alternativa, una tregua temporanea. Per ora, chi può seguire con attenzione lo fa; il resto del mondo osserva con preoccupazione.