Ventisei giorni dopo l'inizio delle operazioni, il conflitto che vede Stati Uniti e Israele contro l'Iran continua a colpire più fronti. Allo stesso tempo aumentano le aperture diplomatiche e i messaggi contrastanti su possibili negoziati. Qui c'è un riepilogo chiaro e senza fronzoli di quello che sappiamo.
In Iran
- Attacchi in corso: raid statunitensi e israeliani proseguono. Un'azione nel sud di Teheran ha ucciso almeno 12 persone e ne ha ferite 28. Altre esplosioni in est della città hanno distrutto una scuola e diversi edifici residenziali.
- Segnalazioni di colloqui: il presidente Trump ha detto che sono in corso negoziati per porre fine alla guerra, affermando che Teheran avrebbe accettato di non puntare a armi nucleari e lasciando intendere l'esistenza di un "regalo" legato al petrolio, al gas e allo Stretto di Hormuz.
- Nessuna novità sul divieto nucleare: l'Iran ha a lungo dichiarato di non volere armi nucleari e in passato la leadership religiosa ha emesso posizioni contrarie allo sviluppo di armi nucleari.
- Piano di pace in 15 punti: più media riferiscono che Washington ha inoltrato a Teheran un piano in 15 punti per fermare il conflitto, possibile tramite il coinvolgimento del capo dell'esercito pakistano, Syed Asim Munir.
- Confusione interna: secondo cronache sul posto, molti iraniani vivono una forte incertezza: le affermazioni diplomatiche si scontrano con la realtà quotidiana fatta di bombardamenti e difese attive.
- Obiettivi iraniani: analisti segnalano che l'Iran punta a chiudere il conflitto alle proprie condizioni e a ottenere una capacità di deterrenza che impedisca la ripresa delle ostilità.
- Transito nello Stretto di Hormuz: le autorità iraniane hanno comunicato all'Organizzazione Marittima Internazionale che le imbarcazioni non ostili possono transitare lo Stretto.
Diplomazia di guerra
- Offerta di Islamabad: il primo ministro pakistano ha dichiarato che il suo paese è disponibile a ospitare colloqui per fermare la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.
- Pressioni internazionali: figure di spicco di Cina e Francia hanno invitato le parti a parlare, ricordando che la diplomazia è preferibile al conflitto.
Nel Golfo
- Incidente all'aeroporto di Kuwait: un attacco con drone ha colpito un serbatoio di carburante all'aeroporto internazionale, provocando un incendio. Le autorità civili segnalano danni materiali ma nessuna vittima.
- Intercettazioni in Arabia Saudita: le forze saudite hanno dichiarato di aver intercettato numerosi droni e un missile balistico nella provincia orientale, area che ospita impianti petroliferi chiave tra cui Ras Tanura, Ghawar e Abqaiq.
- Vittime a Bahrain: in un attacco attribuito all'Iran in Bahrain è rimasto ucciso un civile marocchino che lavorava con le forze emiratine.
Negli Stati Uniti
- Messaggi e mosse militari: il presidente statunitense ha parlato di un "grande regalo" ricevuto dall'Iran in relazione allo Stretto di Hormuz. Nel frattempo è prevista la partenza di circa 3.000 soldati della 82a Divisione aviotrasportata verso il Medio Oriente per supportare le operazioni.
- Sanzioni e pressione sul petrolio: Washington ha alleggerito alcune restrizioni sul petrolio iraniano a causa delle pressioni sui mercati globali. Economisti avvertono che mosse simili potrebbero indebolire il regime internazionale delle sanzioni.
In Israele
- Missili verso il territorio israeliano: l'esercito israeliano ha segnalato lanci di missili dall'Iran e ha attivato le difese antimissile dopo numerosi allarmi nella giornata.
- Zona di sicurezza in Libano: Israele ha annunciato l'intenzione di assumere il controllo di un'area entro 30 km oltre il confine libanese come "zona di sicurezza" nel confronto con Hezbollah.
- Percorsi diplomatici separati: l'ambasciatore israeliano all'ONU ha affermato che Israele non è parte dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e che le operazioni militari proseguiranno finché non saranno eliminate capacità nucleari e missilistiche iraniane.
In Libano e in Iraq
- Bilancio delle vittime in Libano: le autorità sanitarie libanesi riportano almeno 1.072 morti e 2.966 feriti dall'escalation iniziata il 2 marzo, con 33 decessi nelle ultime 24 ore.
- Minaccia di invasione: funzionari libanesi avvertono che Israele potrebbe lanciare un'invasione terrestre a sud del fiume Litani. Intanto sono state ordinate evacuazioni di massa nei sobborghi sud di Beirut.
- Risposta di Hezbollah: il movimento libanese dichiara di attaccare truppe e infrastrutture israeliane nel sud del Libano e nelle alture del Golan con razzi, artiglieria e droni.
- Reazioni internazionali: alcuni paesi hanno condannato piani di occupazione territoriale e allo stesso tempo chiesto a Hezbollah di cessare le ostilità e disarmarsi.
- Equilibrio iracheno: l'Iraq prova a bilanciare i rapporti con Stati Uniti e Iran. Dopo un attacco sospetto che ha colpito una base paramilitare ad Anbar causando 15 vittime, il governo iracheno ha autorizzato gruppi filo-iraniani a rispondere a eventuali attacchi contro di loro.
- Attacchi contro interessi statunitensi: gruppi locali affermano di aver lanciato decine di operazioni contro basi ritenute nemiche nelle ultime 24 ore. Bagdad ha annunciato che convocherà il chargé d'affaires statunitense e l'ambasciatore iraniano per chiarimenti dopo attacchi mortali attribuiti a queste nazioni.
Petrolio, mercati energetici e Hormuz
- Impatto sui mercati: l'instabilità nella regione provoca effetti a catena sui mercati globali. Alcuni economisti segnalano difficoltà anche nella disponibilità di materie prime critiche come elio e fertilizzanti.
- Dipendenza dai combustibili fossili: analisti indipendenti avvertono che misure come razionamenti o raccomandazioni di lavoro da casa potrebbero essere solo l'inizio di cambiamenti imposti per ridurre la vulnerabilità delle catene energetiche.
- Tagli di consumo: Sri Lanka ha ordinato lo spegnimento di luci pubblicitarie e insegne per ridurre il consumo energetico del 25 percento. Le Filippine hanno dichiarato lo stato di emergenza energetica nazionale per affrontare l'aumento dei prezzi e garantire l'approvvigionamento.
La situazione resta fluida. Mentre le segnali militari e diplomatici si sovrappongono, l'impatto si vede direttamente sulle persone e sui mercati. Continueremo a seguire gli sviluppi e a riportare gli aggiornamenti importanti.