Domenica sera il presidente ha dato un altro spettacolo su Truth Social, puntando il dito contro la Corte Suprema e definendola una "organizzazione politica ingiusta e strumentalizzata". La sua recriminazione arriva dopo una sentenza che ha limitato la sua capacità di imporre dazi, e rappresenta l'ultimo episodio di una lunga serie di lamentele pubbliche.
Perché ce l'ha con la Corte
Nonostante in passato la Corte abbia adottato decisioni favorevoli alla sua agenda, incluso impedire che fosse escluso dalla corsa elettorale e offrirgli protezioni legali significative, Trump sembra aver buttato tutto nel dimenticatoio. Per lui la recente bocciatura del suo piano di rimettere in atto certi dazi è un affronto personale che contraddice il senso della sua carriera pubblica.
Cosa è successo davvero
- La sentenza sui dazi ha respinto l'idea che il presidente potesse imporre unilateralmente quei provvedimenti nelle modalità da lui proposte.
- In passato la Corte ha comunque deciso in modo da preservare elementi chiave della sua agenda, come il controllo su alcune agenzie e la protezione contro certe azioni giudiziarie.
- Alcune interpretazioni di Trump sulle decisioni della Corte non corrispondono a quanto stabilito dai giudici.
Una reazione a più fronti
La rabbia di Trump non si è limitata al palazzo di giustizia. Negli stessi post ha attaccato i media, applaudito minacce di revoca di licenze a emittenti critiche e criticato la Banca centrale per le decisioni sui tassi di interesse. Ha pure espresso frustrazione per non poter controllare alcuni apparati dello Stato indipendenti.
Altri dossier che gli mordono i piedi
- Il conflitto in Iran ha influenzato mercati e prezzi del carburante e ha provocato la morte di militari americani, fattori che hanno alimentato critiche pubbliche.
- Le sue iniziative per minimizzare l'interesse pubblico su certe inchieste collegate al traffico sessuale sono state ignorate e hanno invece attirato attenzione internazionale e verifiche del Congresso.
- La sua coalizione politica mostra segni di crepa: seguaci e sostenitori hanno iniziato a dividersi sulla gestione del conflitto estero e su altre politiche.
Fallimenti legali e rebus giudiziari
Anche il Dipartimento di Giustizia sotto la sua amministrazione ha avuto battute d'arresto. Diverse azioni giudiziarie promosse dal governo non hanno avuto successo, e una recente decisione di un giudice federale ha annullato una citazione giurata relativa al presidente della Banca centrale, citando timori di intimidazione.
Il giudice protagonista di quella decisione era già finito nel mirino di Trump per altre scelte giudiziarie che hanno bloccato o rallentato alcune azioni dell'amministrazione. In risposta il presidente ha usato toni duri, chiedendo provvedimenti disciplinari contro il magistrato e altri giudici coinvolti.
Che impatto ha tutto questo
Il risultato è che Trump appare spesso incapace di controllare completamente le conseguenze delle sue scelte. Tra sconfitte in aula, tensioni nella sua base e problemi economici percepiti dagli elettori, la sua capacità di dettare l'agenda sembra messa alla prova.
Nonostante riconosca che attaccare pubblicamente la Corte potrebbe creare problemi futuri, ha giustificato la sua reazione come un dovere di dire la verità. Nel frattempo, la politica interna rimane frammentata e il gioco di potere tra esecutivo, istituzioni indipendenti e magistratura continua a intensificarsi.