La Casa Bianca continua a inseguire un accordo di pace tra Russia e Ucraina, nonostante oltre 15 mesi di colloqui senza grandi risultati e minacce di abbandonare tutto. Perché? In parte perché l'amministrazione vede la Cina come la minaccia geopolitica principale, più preoccupante della Russia.

Un tentativo più ampio, non solo un accordo

Un funzionario dell'amministrazione Trump, che ha parlato in anonimato, ha spiegato che avvicinare la Russia agli Stati Uniti potrebbe cambiare gli equilibri con la Cina, e che questo cambiamento potrebbe essere "molto, molto vantaggioso". Questa strategia di usare i negoziati ucraini per indebolire il rapporto Pechino-Mosca non era mai stata riportata prima.

Cosa preoccupa l'Ucraina

Per gli ucraini l'idea è inquietante. Un funzionario ucraino, sempre in anonimato, ha ricordato che tentativi simili in passato non hanno portato da nessuna parte. Ha citato la politica estera tedesca verso l'Est (Ostpolitik) come esempio di approccio che non ha evitato, a suo avviso, la tragedia attuale. Inoltre ha sottolineato che Russia e Cina condividono un tratto importante: il rifiuto del modello politico degli Stati Uniti, e questo rende difficile dividerli.

La strategia anti-Cina spiegata con esempi pratici

La pressione su Pechino non passa solo per l'area euroasiatica. Altre mosse dell'amministrazione sembrano mirare a ridurre l'influenza cinese nel nostro emisfero:

  • Azioni contro il regime venezuelano e pressioni su Cuba, per limitare la penetrazione cinese in America Latina.
  • Pressioni politiche verso paesi che avevano rapporti con la Cina, come Panama e accordi infrastrutturali in altre nazioni.
  • Colpire l'Iran, cambiando la dinamica delle importazioni di petrolio di Pechino.

Il petrolio: un vantaggio economico per la Cina

Secondo una ricostruzione dei flussi energetici, nel 2025 l'Iran ha fornito oltre il 13% del petrolio importato dalla Cina. Insieme a forniture da Venezuela e Russia, questo ha permesso a Pechino di acquistare greggio a prezzi molto inferiori ai livelli di mercato, con un impatto stimato in decine di miliardi di dollari risparmiati per la Cina negli ultimi anni.

Nei corridoi della diplomazia

Nonostante rapporti su cooperazioni militari e di intelligence tra Mosca e Teheran, gli Stati Uniti continuano a parlare con i russi. L'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato Kirill Dmitriev, un consigliere vicino a Putin. I russi hanno definito l'incontro produttivo, e i negoziatori americani hanno detto che continueranno a parlare.

Intanto, l'amministrazione ha chiesto anche ad altri attori internazionali, compresa la Cina, aiuto per la sicurezza in aree sensibili come lo Stretto di Hormuz, il che aggiunge un ulteriore livello di complessità alle relazioni.

Cosa dicono gli esperti

  • Alexander Gray, ex capo dello staff del Consiglio di Sicurezza Nazionale nella prima amministrazione Trump, paragona l'operazione a movimenti storici di diplomazia (come l'apertura di rapporti con la Cina durante la Guerra Fredda): l'idea è provare a dividere partner strategici per ridurre la minaccia comune.
  • Fred Fleitz, altro ex consigliere della sicurezza, sostiene che Trump spinge per una normalizzazione dei rapporti con la Russia, persino per il ritorno di Mosca al G8, perché vede l'asse Russia-Cina come una minaccia maggiore della guerra in Ucraina.
  • Dal fronte scettico, Craig Singleton osserva che l'alleanza tra Mosca e Pechino sembra solida, e che la diplomazia potrebbe al massimo portare a "cooperazioni tattiche limitate", non a una rottura definitiva.
  • Adam Savit nota che la competizione principale con la Cina si gioca in Asia orientale, e che la Russia resta un partner utile per la Cina, sia in termini energetici sia strategici. Per questo, ricucire i rapporti con Mosca potrebbe creare problemi ma probabilmente non ribalterà l'asse sino-russo.

La posizione di Pechino e Mosca

La Cina appare convinta del valore dell'alleanza con la Russia, e figure del governo hanno riaffermato la solidità di questo rapporto in tempi incerti. Dall'altra parte, la nuova amministrazione statunitense e il suo personale di sicurezza mostrano di voler tentare una strada diplomatica, anche se riconoscono che separare Mosca da Pechino sarà molto difficile.

Conclusione

In sintesi, la ricerca di un accordo di pace per l'Ucraina da parte dell'amministrazione Trump non è motivata solo dal desiderio di fermare la guerra. È anche parte di una strategia più ampia per cercare di limitare l'influenza cinese nel mondo, usando la Russia come possibile leva. È una scommessa complessa, con molte incognite, e molti esperti e osservatori restano scettici sulla sua efficacia.