Lucciole, geni e fantasia applicata

In Cina, un gruppo di scienziati sta cercando di trasformare l’immaginario di Avatar in qualcosa di più concreto di quanto Hollywood avesse probabilmente previsto: piante bioluminescenti capaci di fare il lavoro dei lampioni elettrici.

L’ispirazione arriva dalle lucciole, insetti che da tempo dimostrano come la natura sappia produrre luce senza chiedere nulla alla rete elettrica. Un dettaglio comodo, soprattutto quando l’obiettivo è far somigliare la Terra a Pandora, il mondo immaginario creato da James Cameron.

Il progetto di Dr Li Renhan

Dietro questa operazione c’è Dr Li Renhan, fondatore di Magicpen Bio, un’azienda biotecnologica con sede in Cina. Il suo lavoro consiste nel combinare i geni delle lucciole con quelli delle piante per ottenere sorgenti luminose naturali.

Renhan ha raccontato di essere cresciuto in campagna. Da bambino, ha spiegato, la famiglia aveva pochi soldi e la sera non poteva fare molto altro che sdraiarsi in un’amaca nel boschetto di bambù del nonno per rinfrescarsi. In quelle notti, le lucciole gli si posavano spesso sulle braccia. Una scena poetica, certo, ma anche il tipo di ricordo che in laboratorio può finire per diventare un’idea imprenditoriale.

Renhan ha conseguito un dottorato alla China Agricultural University, dove ha studiato l’editing genetico. Usando queste competenze, ha modificato i geni di 20 specie vegetali per farle brillare al buio, proprio come le piante luminescenti del film.

Piante che brillano senza presa di corrente

Secondo l’azienda, le piante create da Magicpen Bio sono già 20 specie diverse. Tra queste figurano girasoli, orchidee e crisantemi, mostrati al Zhongguancun Forum mentre emettevano luce senza alcuna fonte di alimentazione esterna.

L’idea non è solo scenografica. Renhan sostiene che questa tecnologia possa diventare un’alternativa più sostenibile all’illuminazione elettrica, che diversi studi hanno collegato a disturbi del sonno e a interferenze con i processi biologici regolati dai ritmi circadiani.

Il possibile uso, almeno secondo il ricercatore, non si ferma al turismo. Le piante potrebbero essere impiegate anche nei parchi urbani, senza bisogno di elettricità. La formula, in teoria, è semplice: acqua, fertilizzante e un sistema ad alta efficienza a basse emissioni. Niente cavi, niente prese, niente bollette da spiegare a fine mese.

Renhan ha affermato che queste piante potrebbero contribuire a risparmiare energia, ridurre le emissioni e illuminare le città di notte.

Un altro tassello della corsa tecnologica

La notizia arriva dopo un altro recente progresso tecnologico: un veterano dell’esercito rimasto paralizzato è riuscito a giocare a World of Warcraft usando il pensiero, grazie all’impianto Neuralink di Elon Musk.