Un’idea che guarda a Star Wars

Un responsabile del machine learning di ARC Raiders ha detto che gli piacerebbe inserire nel gioco una meccanica ispirata alla celebre scena dell’invasione di Hoth in Star Wars: L’Impero colpisce ancora. L’idea? Corde e cavi capaci di afferrare le gambe delle macchine, rallentarle o farle cadere in modo più cinematografico. Per adesso, però, il team di design non ritiene che questa soluzione si inserisca bene nella visione attuale del gioco. La traduzione pratica, nel linguaggio elegante dello sviluppo videoludico, è un semplice: non ancora.

Il contesto: un gioco in piena espansione

ARC Raiders sta per avvicinarsi al sesto mese di vita e Embark ha già aggiunto parecchi contenuti. Il progetto, però, è pensato per avere un ciclo di supporto molto lungo, nell’ordine di dieci anni. Questo significa che, almeno sulla carta, nel tempo potrebbero arrivare idee molto più ambiziose di quelle viste finora.

All’inizio del 2026, Embark ha pubblicato il calendario ufficiale dell’anno, con quattro aggiornamenti principali previsti tra gennaio e aprile. Il terzo, chiamato Flashpoint, è arrivato nell’ultimo giorno di marzo e ha introdotto:

  • una nuova e pericolosa condizione per la mappa;
  • una minaccia ARC inedita;
  • due nuove armi;
  • altri contenuti aggiuntivi.

Ora l’attenzione della comunità è già puntata sull’ultimo aggiornamento confermato del programma, Riven Tides, atteso nelle prossime settimane. L’espansione dovrebbe includere un nuovo grande nemico ARC, verosimilmente nello stesso rango di minacce della Queen o della Matriarch, oltre a una mappa nuova di zecca. Sarebbe la prima aggiunta del genere da quando Stella Montis è arrivata nel gioco alla fine dello scorso anno.

Più fisica, più possibilità

In una nuova intervista concessa a GamesRadar durante la GDC, Martin Singh-Blom, responsabile della ricerca sul machine learning, ha spiegato che il team tecnico vorrebbe spingere ancora di più sugli effetti fisici e sulle interazioni realistiche. Secondo lui, chi lavora con la fisica tende naturalmente a volerla estendere ovunque, perché è lì che nascono alcune delle idee più interessanti.

La sua osservazione è molto semplice: con un sistema di corde migliore, si potrebbero immaginare soluzioni come cavi che tirano le gambe delle macchine o le fanno inciampare, proprio come nella celebre sequenza di Star Wars. Il problema, però, è che l’idea tecnica non basta da sola. Serve anche che il tutto funzioni bene, stia in piedi visivamente e soprattutto sia coerente con il gioco.

Singh-Blom ha infatti chiarito che il reparto design continua a concentrarsi su ciò che serve nell’immediato, mentre il gruppo di ricerca guarda a strumenti e tecniche nuove per aprire possibilità future. Ha anche aggiunto che gli sviluppatori vorrebbero recuperare alcune idee tagliate in passato, come l’introduzione di un sistema di assorbimento degli urti nelle gambe degli ARC. Ma quando hanno provato a spingere in quella direzione, la simulazione ha iniziato a comportarsi male, con risultati instabili e robot che sembravano meno convincenti di quanto dovrebbero. Che sorpresa: la fisica, quando decide di complicare la vita, lo fa con convinzione.

Cosa aspettarsi davvero

In breve, il team ha chiaramente molte idee interessanti per il futuro di ARC Raiders, ma i takedown meccanici in stile Star Wars non sembrano dietro l’angolo. La tecnologia necessaria richiede tempo, test e parecchi aggiustamenti.

Nel frattempo, però, i giocatori non sono certo a corto di novità. L’aggiornamento Flashpoint è appena arrivato e Riven Tides è ormai vicino. Per quello che verrà dopo aprile, invece, Embark non ha ancora svelato nulla. Considerando il successo del gioco e la promessa di supportarlo per un decennio, è ragionevole aspettarsi che prima o poi qualcuno in studio torni a bussare alla porta della fisica e dica: "e se facessimo anche questa cosa un po’ folle?"