All'inizio di marzo BYD ha detto qualcosa che suona come fantascienza per chi ricarica: i suoi Flash Charger, lanciati un anno fa, ora possono portare alcune batterie dal 10 al 70 percento in 5 minuti, e dal 10 al 100 in circa 9 minuti. In pratica, più autonomia di quanta ne serve per prendere un cappuccino.

Perché così veloci

I caricabatterie funzionano a potenze fino a 1.500 kilowatt. Per fare un confronto concreto, i caricabatterie "iper-veloci" più comuni negli Stati Uniti arrivano a circa 350 kW, e con questi si raggiunge l'80% in 15-25 minuti, con la carica completa più vicina a 40 minuti. Quindi la differenza è notevole sul piano numerico.

La triade vincente: auto, batteria, caricatore

Il motivo per cui BYD può farlo è semplice: produce l'auto, la batteria e il caricatore. In Europa, per ora, soltanto un modello può sfruttare l'iper-velocità dei Flash Charger: la Denza Z9GT, che monta la nuova generazione delle batterie Blade di BYD. Per sostenere correnti così elevate servono cablaggi, elettronica e software costruiti apposta per reggere quelle richieste.

Secondo comunicazioni provenienti dai media cinesi, la versione più recente della Blade utilizza una chimica chiamata LMFP, che significa litio manganese ferro fosfato. Rispetto alla precedente LFP, BYD dice di aver riprogettato elettrodi, elettroliti e separatori, aumentando la densità energetica di circa il 5 percento rispetto al modello dell'anno scorso. L'azienda dichiara che la Denza Z9GT può superare le 620 miglia per carica, cioè circa 1.000 chilometri. Nella pratica, però, i valori reali sono spesso più bassi rispetto alle rivendicazioni delle case.

Come sono fatti i caricabatterie

I Flash Charger sono un'installazione elegante, di colore turchese, a forma di T che ricorda una pompa di benzina. Ma erogare più di un megawatt dalla rete non è una cosa banale. BYD afferma che installerà i nuovi dispositivi all'interno delle strutture di ricarica BYD già esistenti, in modo da non partire sempre da zero. Inoltre, per non sovraccaricare la rete, i siti di ricarica saranno integrati con batterie di accumulo che forniranno energia supplementare durante i picchi di domanda.

I limiti

Nonostante le prestazioni impressionanti, non aspettatevi che questa tecnologia risolva tutto il problema della ricarica pubblica. Gil Tal, direttore dell'EV Research Center presso l'Institute of Transportation Studies dell'Università della California a Davis, definisce l'innovazione "un buon miglioramento marginale della tecnologia". In altre parole, utile, ma non rivoluzionario per la vita quotidiana della maggior parte delle persone.

  • Uso domestico prevalente: molti proprietari di auto elettriche si ricaricano principalmente a casa, usando colonnine lente di notte. Per loro la differenza tra 20 minuti e 5 minuti in una sosta pubblica può non fare una grande differenza.
  • Vincoli della rete: per distribuire 1.500 kW servono infrastrutture di rete molto diverse. Sostituire un caricatore da 150 o 350 kW con uno da 1.500 kW richiede potenziamenti seri della rete elettrica.
  • Compatibilità: al momento la piena velocità è sfruttabile solo da veicoli progettati per reggere quelle correnti, come la Denza Z9GT. Questo limita l'impatto immediato sul parco circolante complessivo.

Negli Stati Uniti esistono già caricatori "megawatt", ma sono pensati per i camion pesanti che viaggiano su lunghe distanze. Per le auto di tutti i giorni la situazione è diversa: serve coordinazione, tempo e investimenti per adattare la rete e la distribuzione elettrica a questo livello di potenza.

Inoltre il mercato delle auto elettriche negli Stati Uniti sta affrontando momenti difficili. Recentemente alcune case hanno cancellato o ridotto progetti elettrici. Questo rende ancora più importante migliorare l'esperienza di ricarica per convincere nuovi acquirenti.

Conclusione

I caricabatterie Flash di BYD sono un passo avanti significativo nella velocità di ricarica, grazie alla combinazione tra veicolo, batteria e infrastruttura progettati insieme. Tuttavia, limiti tecnici, necessità di nuovi investimenti nella rete elettrica e la compatibilità dei veicoli fanno sì che la tecnologia non sia una soluzione immediata per tutti. Rimane comunque un segnale chiaro: la ricarica ultraveloce è possibile, e la corsa per renderla pratica e diffusa è appena iniziata.