La decisione dell’Antitrust

L’Antitrust, cioè l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, ha inflitto a Revolut sanzioni per oltre 11 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette, omissioni ingannevoli e altre violazioni degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo. I provvedimenti arrivano al termine dell’istruttoria avviata l’8 luglio con il supporto del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. Un dettaglio che, evidentemente, non lascia spazio a molte interpretazioni sulla pazienza dell’Autorità.

Le tre sanzioni

5 milioni per informazioni incomplete sui servizi d’investimento

La prima sanzione, da 5 milioni di euro, riguarda Revolut Securities Europe UAB e Revolut Group Holdings Ltd, le società del gruppo che offrono servizi d’investimento in Europa.

Secondo l’Agcm, Revolut non avrebbe fornito al consumatore informazioni chiare, complete e trasparenti nella fase iniziale di promozione dei servizi. In particolare, l’Autorità contesta l’omissione di dati essenziali su:

  • costi aggiuntivi dei servizi;
  • limiti effettivi degli investimenti presentati come privi di commissioni;
  • caratteristiche delle azioni frazionate, che non sono equivalenti alle azioni intere per rischi, diritti e trasferibilità.

5 milioni per gestione aggressiva dei conti

Un’altra sanzione, sempre da 5 milioni di euro, riguarda la gestione delle procedure di sospensione, limitazione e blocco del conto di pagamento.

Qui l’Antitrust parla di un comportamento aggressivo, aggravato dal fatto che Revolut avrebbe taciuto informazioni rilevanti già in fase precontrattuale. Tra i punti contestati ci sono:

  • l’assenza di indicazioni adeguate sulle restrizioni possibili;
  • la mancata comunicazione di preavvisi in caso di limitazioni;
  • la scarsa o nulla assistenza offerta ai clienti.

Per l’Autorità, tutto questo avrebbe inciso in modo pesante sulla libertà di scelta di consumatori e microimprese.

1,5 milioni per l’Iban italiano

L’Agcm ha infine stabilito una terza sanzione da 1,5 milioni di euro per la scarsa chiarezza su tempi e requisiti necessari per ottenere l’IBAN italiano al posto di quello lituano.

La replica di Revolut

Revolut ha reagito con una nota in cui dice di non condividere affatto le conclusioni dell’Agcm e annuncia ricorso.

La società sostiene che il passaggio agli Iban italiani abbia seguito “rigorosi protocolli bancari locali” e che, per legge, sia obbligata a verificare documentazione e idoneità dei clienti per garantire una transizione “sicura, conforme e ordinata” verso l’entità locale.

La fintech aggiunge che la decisione non avrà alcun impatto sulle attività e ribadisce che la tutela dei suoi milioni di clienti resta la priorità assoluta. Un’affermazione rassicurante, come da copione, ma ora sarà il ricorso a dire l’ultima parola.