La rielezione del 2024 non è stata fatta solo dal nucleo duro dei sostenitori MAGA. Il successo è arrivato anche grazie a elettori non tradizionali: dem disillusi, gruppi anticonvenzionali come i cosiddetti MAHA e l'universo dei podcast maschili. Ma alcune scelte politiche del governo stanno creando frizioni che potrebbero dividere questa coalizione eterogenea.
Le otto fratture principali
1. Guerra con l'Iran
Le operazioni militari contro l'Iran hanno messo in difficoltà la componente anti-interventista della destra. Commentatori conservatori come Tucker Carlson, Megyn Kelly e Marjorie Taylor Greene hanno espresso critiche. Sono arrivate anche defezioni sorprendenti: Stewart Rhodes, fondatore degli Oath Keepers, ha dichiarato di non riconoscersi più in MAGA a causa della guerra. Joe Rogan ha detto che molti sostenitori si sentono traditi.
I sondaggi mostrano il rischio politico: oltre il 90% degli «MAGA Republicans» sostiene il conflitto, ma circa il 25% dei «Republicans» e quasi il 40% dei «non-MAGA Republicans» lo disapprovano. Gli indipendenti respingono la guerra con un margine medio di 70% contro 30%. L'aumento dei prezzi del carburante legato al conflitto e il possibile impatto sull'inflazione mettono in difficoltà l'amministrazione su temi di costo della vita.
2. Israele e antisemitismo
La guerra con l'Iran ha riacceso il dibattito sulla relazione degli Usa con Israele e su quanto la critica allo Stato ebraico nella base repubblicana si stia spostando verso toni apertamente antisemiti. Alcuni critici sostengono che l'entrata in guerra sia stata influenzata da pressioni pro-Israele, mentre altri conservatori pro-Israele vedono nelle critiche un pericolo che potrebbe allontanare ebrei conservatori dalla coalizione.
Il confronto ha anche elevato figure apertamente antisemite nello spazio conservatore. Nomi come Nick Fuentes e la podcast host Candace Owens hanno guadagnato attenzione nelle ultime settimane, segnalando una tensione interna preoccupante.
3. Immigrazione
L'approccio duro del governo sull'immigrazione è esploso in polemica dopo l'uccisione da parte di agenti federali di due cittadini statunitensi a Minneapolis. La reazione pubblica ha costretto l'amministrazione a rivedere messaggi e leadership al Dipartimento della Sicurezza Interna, e ad attenuare alcuni toni sulle deportazioni di massa.
Questo cambiamento non è stato ben accolto da tutti. Gruppi anti-immigrazione hanno avviato una nuova alleanza per fare pressione e chiedere il proseguimento delle promesse di deportare milioni di immigrati senza autorizzazione. Allo stesso tempo, imprenditori e alcune figure repubblicane avvertono che misure troppo aggressive potrebbero danneggiare industrie chiave e allontanare elettori, inclusi molti ispanici. Anche tra gli stessi sostenitori sull'immigrazione non c'è uniformità su come procedere.
4. I fascicoli Epstein
Lo scontro sulla gestione dei documenti relativi al caso Epstein continua a turbare la coalizione. L'amministrazione era stata criticata per non aver pubblicato rapidamente tutti i file promessi, e la questione è rimasta viva a Capitol Hill. Il presidente della commissione House Oversight ha emesso un mandato per far testimoniare l'Attorney General Pam Bondi, dopo che alcuni repubblicani hanno sostenuto la mozione insieme ai democratici.
Il tema è diventato anche rilevante nelle primarie repubblicane. Il deputato Thomas Massie, che ha spinto per più trasparenza sui file, si trova a confrontarsi con un avversario sostenuto dal presidente, a indicare che la controversia potrebbe influenzare gare politiche interne.
5. MAHA e l'alleanza con RFK Jr.
L'alleanza tra il movimento MAGA e i sostenitori di Robert F. Kennedy Jr., noti come MAHA, è stata una delle novità del 2024, culminata con la sua nomina a segretario della Salute. Ora però la coalizione mostra crepe: RFK Jr. ha sostenuto una direttiva per aumentare la produzione di un erbicida che in passato aveva criticato, scatenando malumori tra i suoi sostenitori più fedeli.
Inoltre, alcuni scettici sui vaccini sono delusi dalla percepita ritirata di Kennedy da un'agenda anti-vaccini più aggressiva. Questo ha aperto la porta a tentativi dei democratici di attirare questo elettorato alternativo per le elezioni future.
6. Intelligenza artificiale
Il dibattito sull'intelligenza artificiale divide la destra. L'amministrazione ha adottato un approccio piuttosto favorevole all'industria, firmando un ordine esecutivo che previene regolamentazioni statali e costruendo legami con grandi aziende del settore. Ma ci sono voci critiche: il governatore della Florida Ron DeSantis si è mosso per limitare i data center legati all'IA, citando rischi per il lavoro e per la governance. Il senatore Josh Hawley ha proposto regole più stringenti sull'IA per affrontare minacce culturali e sociali che teme possano derivare dalla tecnologia.
Il tema potrebbe crescere di importanza in vista delle primarie del 2028, soprattutto se il vicepresidente JD Vance, sostenitore di una linea pro-IA, dovesse restare in posizione di rilievo.
7. Politiche di genere e sessismo
Dopo il 2016 molte donne giovani e laureate si erano avvicinate al movimento New Right come alternativa a alcune forme di femminismo percepite come rigide. Tuttavia, un numero crescente di queste donne si sta allontanando, disturbato da episodi e discorsi visti come sessisti nella base. Questo scollamento può diventare un problema elettorale reale. I consensi dell'amministrazione fra le donne sono già bassi, e ulteriori perdite potrebbero acuire tensioni con gli elettori socialmente conservatori, specialmente se il presidente dovesse moderare posizioni su aborto e accesso alla fecondazione assistita per riconquistare consensi femminili.
8. Identità americana
Sotto molte delle fratture si legge una domanda fondamentale: che cosa definisce l'identità americana e chi può reclamarla? Alcuni gruppi, come i seguaci di Nick Fuentes, promuovono una visione esplicitamente fondata su criteri razziali e religiosi. Altri sostengono l'idea di una «America del patrimonio», radicata nella cultura anglo-protestante delle colonie originarie. Alcuni leader politici hanno fatto eco a questi temi, pur senza utilizzare apertamente i termini.
Contro questa tendenza si sono alzate voci conservative che invitano a riaffermare i fondamenti credali dell'America, cioè l'idea di nazione basata su principi condivisi. L'ex candidato Vivek Ramaswamy ha criticato la deriva identitaria della destra, avvertendo che un eccesso identitario potrebbe portare a conseguenze elettorali negative.
Queste otto linee di frattura mostrano quanto sia fragile la combinazione di gruppi che ha portato alla vittoria. Alcune divisioni sono già visibili nei numeri e nelle alleanze, altre si stanno solo formando. Per chi guarda la politica americana, la domanda rimane: la coalizione reggerà le tensioni interne o cambierà volto prima delle prossime elezioni?