Per molti utenti, dare il proprio numero di telefono per una chat è sempre stato un piccolo prezzo obbligatorio. WhatsApp ora vuole renderlo meno obbligatorio: i nomi utente WhatsApp permetteranno di farsi trovare senza consegnare subito il numero, una mossa che incide sulla privacy di oltre tre miliardi di persone.
La piattaforma di messaggistica di proprietà di Meta ha comunicato lunedì di aver iniziato a consentire la prenotazione di nomi utente unici. Il rilascio più ampio arriverà più avanti quest’anno, quando gli utenti potranno farsi trovare e contattare solo tramite il proprio identificativo.
Che cosa cambierà per chi usa WhatsApp
La novità introduce una protezione che molti davano quasi per scontata su altri servizi, ma che su WhatsApp mancava da anni: la possibilità di non legare ogni primo contatto al numero di telefono.
Secondo l’azienda, nei prossimi mesi gli utenti potranno decidere di essere raggiungibili attraverso il nome utente, non attraverso il numero. La società non ha indicato una data più precisa, e per ora resta il solito “presto” delle aziende tecnologiche.
WhatsApp continuerà a offrire messaggi cifrati end-to-end su smartphone, tablet e computer. Finora, però, chiunque avesse il numero di una persona poteva provare a contattarla sull’app. Le impostazioni attuali permettono già di bloccare singoli utenti e silenziare le chiamate da numeri sconosciuti, ma non bastano a togliere al numero il ruolo di porta d’ingresso principale.
Perché Meta insiste sulla privacy
Alice Newton-Rex, vicepresidente del prodotto di WhatsApp, ha definito la funzione “una caratteristica fondamentale per la privacy”. Il punto, ha spiegato ai giornalisti, è che chi vuole contattare qualcuno per la prima volta dovrà conoscere il nome utente esatto.
Non ci sarà una rubrica pubblica dei nomi utente e non ci saranno suggerimenti automatici durante la digitazione. In pratica, niente caccia al profilo a tentoni — almeno nelle intenzioni dichiarate.
È una scelta importante perché WhatsApp, a differenza di molti social network, è nato e cresciuto attorno al numero di telefono. L’app consente già di impostare un nome profilo, ma quel nome appare soprattutto nei gruppi a chi non ha salvato il contatto dell’utente. Non è mai stato un vero strumento per gestire chi può trovare una persona.
Per chi usa WhatsApp per lavoro, famiglia, scuola o gruppi condominiali — cioè quasi tutti — separare identità pubblica e numero personale può contare davvero.
La corsa ai nomi più desiderati
La prenotazione anticipata serve anche a gestire un problema prevedibile: i nomi utente brevi, chiari o riconoscibili spariranno in fretta. Newton-Rex ha detto che molte persone probabilmente vorranno registrare subito il proprio identificativo, ed è per questo che WhatsApp ha aperto prima le riserve.
Non saranno coinvolti solo gli utenti comuni. Aziende, organizzazioni e creator che hanno già account sulle piattaforme social di Meta, cioè Instagram e Facebook, potranno rivendicare il proprio nome anche su WhatsApp.
Le regole annunciate finora sono queste:
- i nomi utente dovranno avere da tre a 35 caratteri;
- non sarà disponibile un elenco pubblico consultabile;
- per il primo contatto servirà conoscere l’identificativo esatto;
- WhatsApp tratterrà alcuni nomi legati a persone o gruppi molto noti, per ridurre il rischio di imitazioni;
- tra gli account protetti rientreranno celebrità, figure pubbliche ed enti governativi.
Dove pesa di più questa modifica
Negli Stati Uniti molti utenti continuano a preferire gli SMS a WhatsApp, ma in Europa, in Asia e in gran parte del resto del mondo l’app è ormai parte della vita di tutti i giorni. Non solo per messaggi personali, ma anche per lavoro, servizi, gruppi scolastici e comunicazioni di emergenza.
Per questo la modifica non è solo di facciata. Con un nome utente, condividere un contatto diventa più semplice senza dover mostrare subito il numero personale. Non risolve ogni problema di abuso o molestie, naturalmente. Nessuna impostazione di privacy è mai stata una bacchetta magica. Ma aggiunge un livello di controllo che molti utenti chiedevano da tempo.
Il passaggio sarà graduale, e la vera prova arriverà quando la funzione sarà disponibile su larga scala. Se funzionerà come promesso, WhatsApp resterà legato al numero per l’account, ma non necessariamente per ogni nuova conversazione. È una differenza piccola solo sulla carta.



