C’è qualcosa di quasi tenero nel vedere uno dei veterani degli sparatutto a eliminazione provare a ripensare il compagno di squadra. Con PUBG Ally Duo, Krafton e PUBG Studios stanno testando una nuova modalità in cui il secondo membro della coppia non è una persona con il microfono acceso in ritardo, ma Ella, un personaggio guidato dall’intelligenza artificiale.

PUBG, cioè PlayerUnknown’s Battlegrounds, si avvicina ai dieci anni di vita. Non è poco per un gioco nato dentro una corsa feroce alla sopravvivenza, letteralmente e commercialmente. Eppure continua a richiamare centinaia di migliaia di giocatori ogni giorno, mentre Krafton cerca nuovi modi per tenerlo fresco senza far finta che il tempo si sia fermato.

Quando si svolge il test beta

Il test beta della nuova modalità sarà disponibile dal 17 giugno al 1 luglio. La finestra è abbastanza ampia da permettere ai curiosi di provarla senza dover trattare il calendario come un boss finale.

Krafton presenta questa funzione come un’evoluzione dell’esperienza di PUBG. La tecnologia, chiamata PUBG Ally, usa trascrizione e sintesi vocale per interagire con i giocatori in tempo reale. In pratica: il gioco ascolta, interpreta e risponde, con l’obiettivo di far sembrare Ella meno un bot tradizionale e più una compagna capace di capire cosa sta succedendo.

È una promessa ambiziosa e, come spesso succede con le IA nei videogiochi, destinata a dividere. Per alcuni sarà un modo per rendere più accessibili le partite cooperative. Altri sentiranno già il bisogno di controllare tre volte le impostazioni audio.

Come funziona la modalità con Ella

Ally Duo è una nuova modalità Arcade in cui il giocatore forma una squadra da due con Ella, un personaggio controllato dall’intelligenza artificiale. Le partite si svolgono sulla mappa Sanhok, una scelta adatta a scontri rapidi, spostamenti frequenti e decisioni che non aspettano la fine di una riunione.

Secondo quanto spiegato da Krafton, i giocatori possono parlare con Ella tramite comandi vocali per coordinarsi in diverse situazioni di gioco. Le interazioni previste includono:

  • spostamenti sulla mappa;
  • raccolta di oggetti;
  • indicazioni strategiche;
  • collaborazione durante gli scontri e nelle fasi di esplorazione.

L’idea è creare un’esperienza cooperativa più immersiva, soprattutto per chi vuole giocare in coppia ma non ha sempre un compagno umano disponibile. In un genere in cui la coordinazione può decidere una partita in pochi secondi, un alleato che capisce il contesto potrebbe cambiare il ritmo dell’azione.

Naturalmente, tutto dipenderà da quanto Ella saprà essere utile senza diventare invadente. Il confine tra “supporto intelligente” e “voce che dà consigli non richiesti” è sottile, anche quando non c’è una persona reale dall’altra parte.

Cosa c’entra NVIDIA ACE

Ella è costruita su PUBG Ally, la tecnologia di intelligenza artificiale sviluppata da Krafton. L’azienda la descrive come un nuovo tipo di personaggio co-giocabile, pensato per affiancare i giocatori umani invece di limitarsi a eseguire comportamenti predefiniti.

Il sistema si basa su un modello linguistico compatto eseguito sul dispositivo e sviluppato su NVIDIA ACE. Questo dovrebbe consentire al personaggio di comprendere i comandi vocali e leggere le situazioni di gioco, rispondendo in modo più proattivo rispetto ai bot classici.

Per i giocatori, la vera domanda non è la scheda tecnica ma il risultato sul campo. Se Ella reagirà in modo credibile, potrà rendere le partite in solitaria più dinamiche e offrire una forma diversa di cooperazione. Se invece sembrerà solo un assistente digitale con un fucile, il pubblico lo noterà in fretta.

Per PUBG, il test è anche un segnale più ampio: gli sviluppatori stanno cercando modi in cui l’intelligenza artificiale non si limiti a riempire uno spazio vuoto, ma partecipi davvero alla partita. È una direzione che molti studi stanno osservando con attenzione, tra entusiasmo, cautela e qualche sopracciglio alzato.

Perché il test conta per il futuro di PUBG

La beta di Ally Duo non è solo una curiosità tecnica. Arriva in un momento in cui i giochi di lunga durata devono trovare nuovi motivi per riportare i giocatori dentro, senza tradire ciò che li ha resi popolari. PUBG ha costruito la sua identità sulla tensione, sulla lettura dell’ambiente e sulla pressione delle decisioni rapide. Inserire un compagno IA in questo equilibrio è una mossa delicata.

Se funzionerà, Krafton potrebbe avere tra le mani un modello utile per nuove playlist, modalità cooperative e soluzioni per chi preferisce evitare il gioco di squadra con sconosciuti. Se non funzionerà, almeno sarà un esperimento chiaro su cosa i giocatori vogliono davvero da un alleato artificiale.

Dal 17 giugno al 1 luglio, la comunità potrà provare Ella sul campo. Come sempre con PUBG, la teoria è interessante. La vera risposta arriverà quando qualcuno chiederà aiuto, una granata rotolerà vicino, e l’intelligenza artificiale dovrà dimostrare di aver capito il momento.