Al 17 luglio 2026, la decisione di LeBron James non è ancora arrivata. A 41 anni, il miglior realizzatore nella storia della NBA sta scegliendo dove disputare la sua 24ª stagione, con un obiettivo indicato chiaramente dal suo agente Rich Paul: competere ancora per il titolo. Per James è una scelta sul finale di carriera; per squadre, giocatori e televisioni è una lunga attesa con parecchi milioni e un calendario ancora in ballo.

Perché James lascerà i Los Angeles Lakers

L'Associated Press ha confermato che James ha comunicato ai Los Angeles Lakers l'intenzione di non tornare dopo otto stagioni. Entrerà quindi nel mercato dei giocatori senza contratto e stabilirà un altro primato, diventando il primo a disputare 24 annate nella NBA.

Il rendimento spiega perché, nonostante l'età, la sua scelta continui a condizionare l'intera lega. Nel 2025-26 ha segnato 20,9 punti di media, portando a 23 la serie di stagioni consecutive sopra quota 20. Secondo NBA.com, guida inoltre la classifica realizzatori di sempre con 43.440 punti.

Prima dell'apertura del mercato, James aveva ammesso di non sapere cosa gli avrebbe riservato il futuro. Ora, secondo USA Today Sports, ha ricevuto le informazioni necessarie dalle squadre interessate e sta valutando le opzioni. Aveva indicato tra la fine di luglio e l'inizio di agosto come possibile finestra per l'annuncio, quindi il silenzio attuale rientra ancora nei suoi tempi.

Quali squadre sono davvero in corsa

Le prime ricostruzioni indicavano Cleveland Cavaliers, Miami Heat, Philadelphia 76ers e Golden State Warriors come finaliste. I rapporti più recenti descrivono però una corsa molto meno ordinata.

CBS Sports ha aggiunto i Minnesota Timberwolves, mentre NBC Sports ha incluso anche i Denver Nuggets. Marc Stein e Jake Fischer hanno riferito che Philadelphia, Denver e Minnesota ritengono di essere prese seriamente in considerazione insieme a Cleveland, Golden State e Miami. Rich Paul ha parlato pubblicamente di un ventaglio che potrebbe arrivare a dieci possibilità.

Definire già una rosa definitiva, dunque, sarebbe prematuro. Cleveland offrirebbe il ritorno a casa che interessa anche al commissario Adam Silver. Golden State permetterebbe a James di giocare con Stephen Curry, un abbinamento capace di occupare parecchie serate televisive senza particolare sforzo promozionale.

CBS Sports ha ipotizzato che il campione possa aspettare la finale del Mondiale di calcio del 19 luglio prima di comunicare la scelta. Non si tratta di una scadenza confermata, ma aiuta a spiegare perché nessun annuncio sia atteso necessariamente nell'immediato.

Quanto conta la scelta economica

La decisione non riguarda soltanto la destinazione. ESPN ha riferito che James potrebbe firmare un accordo fino a tre anni per circa 188 milioni di dollari. Un contratto di quel livello ridurrebbe inevitabilmente il numero di società in grado di inserirlo nei propri conti.

L'alternativa sarebbe accettare il minimo salariale o comunque una cifra molto inferiore. In quel caso, quasi tutte le pretendenti al titolo potrebbero trovare spazio per lui. La differenza è sostanziale: massimizzare l'ultimo grande contratto oppure rinunciare a una parte considerevole dello stipendio per scegliere la squadra più competitiva.

Paul ha ribadito che James vuole lottare per il campionato. A 41 anni, il tempo sportivo pesa almeno quanto il denaro, anche quando il denaro si misura in centinaia di milioni. La composizione della squadra, il ruolo previsto e le reali possibilità di arrivare fino in fondo potrebbero quindi contare più della semplice offerta più alta.

Perché anche il calendario della NBA aspetta

Adam Silver ha spiegato che la destinazione di James influenzerà la prima settimana della stagione e le partite di Natale, due punti centrali della programmazione televisiva. Squadre ed emittenti stanno già chiedendo alla lega di chiudere il calendario, ma gli incontri più appetibili dipendono anche dalla nuova maglia del giocatore più osservato del mercato.

Silver ha detto senza troppi giri di parole di aver bisogno di una decisione. Il commissario può sollecitare; James, evidentemente, conserva il diritto di ignorare la fretta altrui.

L'attesa potrebbe incidere anche sulle mosse di altri giocatori. Il quotidiano spagnolo AS ha riferito che James Harden, guardia di Cleveland, starebbe aspettando di conoscere la destinazione di James prima di definire il proprio futuro. È il segno più concreto dell'effetto a catena: finché la pedina principale resta ferma, parte del mercato preferisce non muoversi.

Per ora non esiste un annuncio né una favorita confermata. Esistono invece diverse squadre interessate, due strade economiche molto diverse e una lega che vorrebbe programmare la stagione. James ha tutte le informazioni. La NBA, ancora no.