L’accusa di un’Argentina-Egitto truccata ha trasformato una partita già tesissima in un caso che ha fatto rumore anche fuori dal campo, perché quando di mezzo ci sono Lionel Messi, Mohamed Salah e un gol al 93º minuto, la calma, di solito, resta fuori dallo stadio. La FIFA ha ora risposto alle proteste egiziane dopo l’ottavo di finale della Coppa del Mondo 2026, respingendo l’idea che l’arbitraggio sia stato condizionato.

Cosa contesta l’Egitto

La polemica è esplosa per due episodi giudicati decisivi dalla nazionale egiziana nella sfida contro l’Argentina. Il direttore di gara francese François Letexier ha prima annullato un gol dell’Egitto dopo una revisione al VAR, per un fallo nella costruzione dell’azione considerato controverso dalla squadra africana.

Più tardi, nel finale, Letexier ha scelto di non rivedere al monitor un presunto fallo su Mohamed Salah nell’area argentina. Poco dopo, Enzo Fernández ha segnato la rete della vittoria per l’Argentina al 93º minuto.

Per l’Egitto, la sequenza ha pesato tantissimo: un gol tolto, un possibile rigore non verificato e una sconfitta arrivata quando i supplementari sembravano vicini. Non esattamente il tipo di finale che aiuta a dormire bene.

La protesta ufficiale e le accuse

Dopo la partita, la Federazione calcistica egiziana ha presentato immediatamente un reclamo formale alla FIFA. La vicenda non è rimasta chiusa nelle carte federali: il commissario tecnico Hossam Hassan ha definito l’incontro “chiaramente truccato”, mentre l’attaccante Mostafa Ziko ha criticato duramente la direzione arbitrale, giudicandola del tutto ingiusta.

Nel frattempo, Pierluigi Collina, responsabile arbitrale della FIFA, aveva già difeso le decisioni tecniche prese dalla squadra VAR. La posizione dell’organizzazione non è cambiata: gli episodi sono stati valutati secondo il protocollo e non ci sarebbero elementi per sostenere interferenze esterne.

Anche Keith Hackett, ex responsabile degli arbitri in Inghilterra, ha definito assurde le ipotesi di una partita pilotata. La FIFA, ora, si è allineata pubblicamente a questa lettura.

La risposta della FIFA

Attraverso un intervento diffuso da FIFA Media su X, Collina ha respinto in modo netto le accuse relative alla gara dei Mondiali 2026.

Nessuno può sostenere che l’arbitraggio della FIFA possa essere influenzato da qualcuno”, ha dichiarato.

Collina ha poi aggiunto: “Gli ufficiali di gara prendono decisioni in buona fede e, come giocatori e allenatori, cercano sempre di fare del loro meglio”.

Il punto è semplice: la FIFA non accetta l’idea di un sistema manipolato e difende l’integrità dei propri arbitri. Questo non cancellerà la frustrazione egiziana, né convincerà automaticamente tutti i tifosi che hanno rivisto gli episodi al rallentatore con la pazienza di un laboratorio forense. Ma sul piano ufficiale, la porta sembra chiusa.

Perché il caso resta sensibile

La vicenda pesa perché riguarda una partita a eliminazione diretta, due stelle globali come Messi e Salah e decisioni arbitrali che hanno cambiato la percezione del risultato. In tornei di questa portata, il VAR dovrebbe ridurre le polemiche. A volte, però, le sposta solo su un altro schermo.

Per l’Argentina, resta una vittoria drammatica e tardiva. Per l’Egitto, resta una sconfitta vissuta come un torto. Per la FIFA, resta la necessità di difendere la credibilità degli arbitri in un contesto in cui ogni frame diventa prova, sospetto o materiale per una nuova discussione.

La risposta ufficiale non spegne il dibattito, ma fissa la posizione istituzionale: secondo la FIFA, le decisioni sono state oneste e la gara non è stata truccata.