Al trentunesimo giorno di attacchi, la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran continua a produrre due cose con impressionante regolarità: esplosioni sul terreno e nervosismo sui mercati globali. Nella notte i raid congiunti hanno colpito Teheran e altre città iraniane, mentre l’infrastruttura elettrica della capitale è finita nel mirino. Il blackout che ne è seguito, secondo le autorità iraniane, è stato poi ripristinato.
Nel frattempo, Donald Trump ha detto in un’intervista di voler “prendere il petrolio in Iran”, mentre Teheran accusa Washington di preparare un attacco di terra nonostante i messaggi pubblici a favore di un accordo negoziato. Domenica il presidente statunitense aveva anche dichiarato: “Faremo un accordo con loro [l’Iran], ne sono abbastanza sicuro”.
Queste parole sono arrivate dopo che il Pakistan, che domenica ha ospitato colloqui pensati per allentare la tensione, ha detto di prepararsi a ospitare “colloqui significativi” nei prossimi giorni. La diplomazia, come spesso accade in questi casi, prova a correre dietro ai missili.
In Iran
- A Teheran sono state udite forti esplosioni. L’agenzia Fars ha riferito di un’altra deflagrazione nella città di Ray, nell’area metropolitana della Grande Teheran.
- L’esercito israeliano ha dichiarato lunedì di stare “attaccando in questo momento l’infrastruttura” del governo iraniano “in tutta Teheran”.
- Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, aveva detto in precedenza che gli Stati Uniti stavano inviando messaggi su possibili negoziati mentre, allo stesso tempo, pianificavano un’invasione di terra. Secondo lui, Teheran era pronta a rispondere in caso di dispiegamento di soldati statunitensi.
- I sostenitori del governo iraniano hanno continuato a manifestare ogni notte in tutto il Paese domenica, nonostante i rischi legati ai raid aerei in corso, secondo Fars.
- Due persone sono state giustiziate in Iran con accuse che l’agenzia semiufficiale Tasnim ha collegato a un gruppo di opposizione iraniana sostenuto da Stati Uniti e Israele, i Mojahedin-e-Khalq (MEK), già impegnati in passato nella lotta armata contro lo Stato.
- Nelle ultime 24 ore sono stati segnalati attacchi a Karaj, Shiraz, Qom, Abadan e Tabriz. Anche l’infrastruttura elettrica vicino a Teheran è stata colpita, causando diverse ore di blackout, poi risolto secondo il governo.
- A Tabriz, ha riferito Al Jazeera, sarebbe stata colpita anche un’unità petrolchimica.
- Secondo Fars, l’incendio nello stabilimento petrolchimico di Tabriz è stato completamente contenuto e la situazione è sotto controllo.
- Dall’inizio degli attacchi, il 28 febbraio, oltre 2.000 persone sono state uccise e migliaia di siti civili sono stati colpiti nei raid statunitensi e israeliani contro l’Iran.
Sforzi diplomatici
- Possibile incontro in Pakistan: il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar ha detto che i colloqui tra i ministri degli Esteri regionali di domenica hanno riguardato modi per arrivare a una fine rapida della guerra e la possibilità di negoziati Usa-Iran a Islamabad.
- Raid israeliani senza rallentamenti: Reuters, citando un funzionario israeliano senza nome, ha riferito che non c’è alcuna intenzione di ridurre gli attacchi contro l’Iran prima di eventuali colloqui tra Washington e Teheran. Israele, ha aggiunto la fonte, continuerà a colpire obiettivi “militari”. In pratica, la distinzione tra militare e civile resta piuttosto elastica, come mostrano anche i continui attacchi contro scuole e ospedali.
Nel Golfo
- Arabia Saudita: il ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver intercettato cinque missili balistici diretti verso la provincia orientale.
- Kuwait: il ministero dell’Elettricità e dell’Acqua e delle Energie Rinnovabili ha detto che un edificio di servizio e uno degli impianti elettrici e di desalinizzazione sono stati colpiti in un attacco definito “sinistra aggressione iraniana contro lo Stato del Kuwait”. La Guardia nazionale kuwaitiana ha abbattuto cinque droni, secondo l’agenzia KUNA.
- Il Kuwait ha comunicato lunedì che un lavoratore indiano è rimasto ucciso nell’attacco iraniano.
- Bahrein: le autorità hanno chiesto ai cittadini di “restare calmi e dirigersi verso il luogo sicuro più vicino”, dopo la terza attivazione delle sirene di allarme in quattro ore.
Negli Stati Uniti
- Trump ha detto al Financial Times di voler “prendere il petrolio” in Iran, aggiungendo che Washington potrebbe mettere le mani sull’hub di esportazione iraniano nell’isola di Kharg.
- Nella stessa intervista, ha sostenuto che l’Iran avrebbe già subito un “cambio di regime” con l’uccisione della Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, e di altri alti funzionari nei primi giorni della guerra.
In Israele
- Il colosso agricolo ADAMA ha detto che il suo impianto Makhteshim, nel sud di Israele, è stato colpito domenica da un missile iraniano o da detriti di un missile. Non sono stati segnalati feriti.
- L’azienda, che fa parte del gruppo Syngenta controllato da capitali cinesi, ha precisato che l’entità dei danni non è ancora chiara.
- Rob McBride di Al Jazeera ha riferito da Amman, in Giordania, che da domenica si è registrata una maggiore attività di missili e droni, proseguita anche nelle prime ore di lunedì.
In Libano, Iraq e Gaza
- Libano: l’esercito israeliano ha continuato le operazioni nei sobborghi meridionali di Beirut, ordinando ai residenti di lasciare le loro case. Israele ha detto di colpire siti militari di Hezbollah nella zona, senza però fornire prove.
- Iraq: una fonte dell’aeroporto internazionale di Baghdad ha riferito ad Al Jazeera che si sono sentite esplosioni nella capitale dopo attacchi ripetuti contro una struttura di supporto logistico statunitense nell’area, nota come Victory Base Complex.
- Striscia di Gaza: almeno tre palestinesi sono stati uccisi e molte altre persone sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano a sud-est di Gaza City, secondo l’agenzia Wafa.
Crisi di petrolio, cibo e gas
- Prezzo del petrolio in rialzo: il Brent è salito del 2,98% a 115,93 dollari al barile alle 00:00 GMT di lunedì. In base ai dati di oilprice.com, il rialzo complessivo supera il 62% rispetto al 27 febbraio, più della fiammata seguita all’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq nel 1990.
- Acquisti di petrolio russo nel Sud-est asiatico: gli Stati Uniti hanno concesso una deroga di 30 giorni alle sanzioni sul petrolio russo, consentendo ad altri Paesi di acquistarlo nel mezzo della carenza globale di offerta. Di conseguenza, aziende del Sud-est asiatico, tra cui la vietnamita Binh Son Refining and Petrochemical, stanno comprando greggio russo.
- Mercati asiatici in calo: l’indice principale indonesiano, il Jakarta Composite Index, è tornato a scendere dopo un lieve recupero della settimana scorsa. Anche il FTSE Bursa Malaysia Top 100 ha perso terreno, arretrando di circa l’1,5% rispetto alla seduta precedente.