Il conflitto entra nel suo ventunesimo giorno con una miscela pericolosa di raid, minacce e conseguenze economiche. Dopo che Israele ha colpito il gigantesco giacimento gasifero South Pars, l'Iran ha risposto attaccando siti energetici nel Golfo e ha avvertito che non terrà «alcuna riserva» se le infrastrutture energetiche saranno colpite di nuovo.

In Iran

  • Escalation: Dopo l’attacco israeliano al giacimento South Pars, Teheran ha colpito obiettivi a Haifa e nel complesso di Ras Laffan in Qatar. Le autorità iraniane dicono di avere usato solo una frazione della loro potenza di fuoco e minacciano ritorsioni più dure se verranno presi di mira impianti energetici.
  • Missili e droni su vasta scala: Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie ha annunciato nuove ondate di attacchi missilistici e con droni diretti contro basi statunitensi e diverse aree del centro e sud di Israele, tra cui Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme.
  • Bilancio umano: La Mezzaluna Rossa iraniana segnala oltre 18.000 civili feriti e 204 bambini uccisi in Iran dall'inizio della guerra il 28 febbraio. Il totale dei morti nel paese supera le 1.400 persone.
  • Ruolo della base di Ramstein: Teheran ha chiesto chiarimenti alla Germania sul ruolo della base aerea di Ramstein nelle operazioni, definendone la funzione poco chiara dal punto di vista iraniano.
  • Azione diplomatica sullo Stretto di Hormuz: Il presidente francese ha annunciato consultazioni al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per definire un quadro che assicuri la navigazione nello Stretto di Hormuz quando i combattimenti lo permetteranno.

Nel Golfo

  • Attacchi e intercettazioni: Emirati e Kuwait hanno risposto a lanci di missili, mentre l’Arabia Saudita ha dichiarato di avere intercettato droni in diverse regioni del paese.
  • Arresti negli Emirati: Le autorità hanno annunciato l’arresto di almeno cinque persone legate a una rete definita «terroristica» e con presunti legami con gruppi esterni.
  • Ras Laffan in Qatar: L’attacco al principale impianto GNL di Ras Laffan ha ridotto di circa il 17 percento la capacità produttiva e potrebbe causare danni per anni. Con il Qatar che fornisce circa il 20 percento del gas naturale liquefatto mondiale, sono previste interruzioni e possibili dichiarazioni di forza maggiore su alcuni contratti.
  • Bahrain: Le forze di difesa hanno riportato l’abbattimento di altri missili, portando il totale delle intercettazioni a centinaia di obiettivi dall’inizio del conflitto.

Negli Stati Uniti

  • Commento controverso su Pearl Harbor: Durante un incontro con il primo ministro del Giappone, il presidente degli Stati Uniti ha difeso l’effetto sorpresa degli attacchi e ha citato l’attacco del 1941, suscitando reazioni di sorpresa nella comunità diplomatica.
  • Obiettivi di guerra confermati: Il segretario alla Difesa ha ribadito che gli obiettivi principali degli USA restano il sistema missilistico iraniano, l’industria militare e la marina, oltre alla prevenzione di qualsiasi sviluppo nucleare, senza una data di fine prefissata.
  • Nessuna presenza di terra annunciata: Il presidente ha dichiarato di non inviare truppe di terra in Iran, pur avendo in passato cambiato posizione su questo punto.
  • Incidente con un F-35: Un caccia F-35 statunitense ha effettuato un atterraggio d’emergenza dopo una missione sopra l’Iran. Il pilota è stabile e le autorità stanno indagando su possibili danni causati da fuoco nemico.

In Israele

  • Esplosioni su Gerusalemme: L’esercito israeliano ha registrato diverse ondate di lancio missilistico contro la città nelle ore notturne.
  • Netanyahu: guerra in corso e possibili fasi successive: Il primo ministro israeliano ha dichiarato che la guerra potrebbe finire più velocemente di quanto molti pensino e ha affermato che l’Iran sta venendo «decimato». Ha inoltre parlato della necessità di una componente terrestre per completare le operazioni condotte dall’aviazione.
  • Obiettivi politici e militari: Netanyahu ha ribadito l’intenzione di smantellare il programma nucleare iraniano, ridurre la capacità balistica del Paese e creare condizioni che favoriscano un futuro diverso per il regime.

In Libano

  • Crisi umanitaria grave: Dall’aumento degli attacchi il bilancio oltrepassa i 1.000 morti e conta migliaia di feriti. Più di un milione di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni.
  • Scontri e attacchi: I combattimenti continuano nel sud del Paese, con Hezbollah che rivendica attacchi contro forze israeliane e automezzi militari.
  • Sforzi diplomatici: Il presidente libanese ha chiesto una tregua e l’apertura di negoziati per cercare di mettere fine al conflitto.

Petrolio e gas

  • Impatto economico: Il colpo a Ras Laffan ha tolto circa il 17 percento della capacità GNL e potrebbe costare decine di miliardi all’anno, con stime significative sull’economia del Qatar.
  • Prezzi in rialzo: Le preoccupazioni per la fornitura hanno spinto al rialzo i prezzi di petrolio e gas in tutto il mondo, con aumenti visibili nel Regno Unito, in Europa e effetti anche nei paesi in via di sviluppo.
  • Pressioni internazionali: L’Europa ha chiesto un blocco degli attacchi contro strutture energetiche e idriche per limitare danni ulteriori alle forniture globali.
  • Possibili mosse degli USA: Il Tesoriere americano ha detto che il governo sta valutando misure per attenuare i prezzi, tra cui la possibilità di allentare sanzioni su alcuni carichi di petrolio iraniano già in viaggio e l’uso di riserve strategiche.

Il quadro resta instabile: battaglie, pressioni diplomatiche e shock sui mercati continuano a intrecciarsi. L’escalation sulle infrastrutture energetiche ha trasformato l’arena locale in una questione con forti ricadute globali, e ogni nuova mossa rischia di cambiare rapidamente lo scenario.