Il colpo e la reazione

Epic Games ha annunciato la rimozione di 1.000 posti di lavoro, decisione legata alle performance del negozio digitale di Epic e dello stesso Fortnite. La notizia ha colpito duro sia l'industria che i team interni che lavorano al shooter.

Parole di chi è rimasto

Robby Williams, produttore del gameplay, ha condiviso un thread molto schietto spiegando lo stato d'animo dentro lo studio: è «devastato» per le persone che hanno perso il lavoro e riconosce la gratitudine verso i fan che stanno offrendo sostegno ai colleghi colpiti.

Sul futuro del gioco Williams è onesto: non è chiaro quale sarà l'impatto sullo sviluppo. Ha spiegato che i team dovranno «mettere insieme i pezzi e provare ad andare avanti», ma che non si può comprendere appieno che effetti ci saranno per il resto dell'anno e oltre. Ha chiesto pazienza ai giocatori mentre il gruppo affronta questo momento difficile.

Chi è stato colpito

Tra le persone interessate dai licenziamenti ci sono professionisti storici del titolo, figure che hanno contribuito a costruire Fortnite nel tempo. Tra i nomi segnalati troviamo:

  • Christopher Pope - direttore del design
  • Evan Kinney - ingegnere principale
  • Nik Blahunka - capo sceneggiatore

La partenza di queste figure rappresenta una perdita significativa di esperienza per il progetto.

Cosa dice la dirigenza

Il CEO Tim Sweeney ha evocato la necessità di ritrovare la cosiddetta «Fortnite magic», cioè quell'elemento speciale che rende il gioco unico. Non è però stato possibile, al momento, tradurre quella dichiarazione in dettagli concreti su roadmap o piani immediati.

Cosa ci resta

La situazione è semplice e scomoda: il team rimasto farà del suo meglio per continuare a migliorare il gioco, ma ci sono molte incognite. Per ora rimane la solidarietà verso chi ha perso il lavoro e la richiesta — sensata — di un po' di pazienza dai giocatori mentre Epic cerca di riorganizzarsi.