Una variante che ha aspettato il momento giusto

Mentre il mondo sembrava aver trovato un equilibrio con il Covid-19, il SARS-CoV-2 ha deciso di ricordare a tutti che la partita non è ancora chiusa. La nuova sottovariante BA.3.2, ribattezzata informalmente dagli esperti Cicada, sta guadagnando terreno in fretta, soprattutto negli Stati Uniti, ma anche in molti altri Paesi.

Individuata per la prima volta in Sudafrica alla fine del 2024, è rimasta a lungo in secondo piano prima di tornare alla ribalta nella primavera del 2026. Oggi è già stata rilevata in oltre 20 Paesi. In Italia circola almeno da dicembre 2025 e da febbraio è diventata dominante, senza però aver provocato un aumento particolare di contagi o ricoveri. Secondo l’ultimo monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità, i campioni attribuibili alla variante BA.3.2 rappresentano il 45% del totale.

Perché si chiama Cicada

Il nome non è ufficiale, ma è stato scelto dalla comunità scientifica sui social per descrivere la capacità della variante di restare per mesi quasi invisibile, un po’ come qualcosa che resta interrato e poi riemerge con energia. Una metafora discreta, ma efficace. Del resto, certe varianti non amano presentarsi con un biglietto da visita.

Secondo Ivan Gentile, professore ordinario di Malattie infettive e direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia della Federico II, si tratta di una sottovariante della famiglia Omicron con circa 70 mutazioni sulla proteina Spike. Questo insieme di cambiamenti sembra darle una certa capacità di eludere le difese immunitarie, sia quelle costruite dopo infezioni precedenti sia quelle stimolate dal vaccino.

Il nodo dei richiami vaccinali

L’aspetto che preoccupa di più i virologi è la distanza genetica di Cicada rispetto al lignaggio JN.1, su cui sono stati basati gli ultimi richiami vaccinali. Più il virus si allontana da quel riferimento, più il sistema immunitario può impiegare tempo a riconoscerlo con efficacia.

Gli attuali vaccini, quindi, potrebbero non essere pienamente efficaci nel prevenire l’infezione da BA.3.2. Gentile precisa però che un richiamo resta utile perché può rafforzare l’immunità. Il consiglio, soprattutto per le persone molto anziane e fragili, è di non rimandare la vaccinazione aggiornata come se il problema fosse sparito da solo. Spesso, purtroppo, il virus ha altri piani.

Sintomi simili, ma attenzione ai numeri

Per ora, i dati disponibili non indicano che Cicada sia più aggressiva delle varianti precedenti. I sintomi restano quelli già noti con le ultime versioni di Omicron:

  • mal di gola
  • congestione nasale
  • tosse secca
  • spossatezza
  • febbricola
  • dolori muscolari

Gentile sottolinea che la variante non sembra avere una patogenicità superiore alle altre in circolazione. Il punto, semmai, è un altro: se il numero totale dei contagi cresce molto, aumenteranno anche i casi gravi in termini assoluti. E questi riguarderanno soprattutto anziani, persone con malattie croniche e immunodepresse.

La posizione dell’OMS

Al momento, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha classificato BA.3.2 come Variant Under Monitoring, cioè variante sotto osservazione.

Le autorità sanitarie raccomandano di mantenere le consuete misure di prudenza, con particolare attenzione alla protezione delle persone fragili e degli anziani, per i quali il rischio di ospedalizzazione resta più elevato.