Joe Kent, il direttore del National Counterterrorism Center e figura vicina all'area politica di estrema destra che ha appoggiato Donald Trump, ha rassegnato le dimissioni martedì. Nella sua lettera pubblicata su X ha scritto chiaramente che non può sostenere la guerra in Iran.
Perché se ne è andato
Nella sua lettera di dimissioni Kent ha affermato che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti e ha accusato Israele e la sua potente lobby americana di aver spinto per l'azione militare. Secondo Kent, sirene mediatiche e pressioni politiche avrebbero creato un clima favorevole alla guerra, basato su informazioni fuorvianti.
Le parole chiave della lettera
- Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran.
- Secondo Kent, l'amministrazione è stata indotta a credere che l'Iran fosse una minaccia immediata.
- Ha paragonato la strategia usata a quella che, a suo dire, portò gli Stati Uniti nella guerra in Iraq.
Il profilo di Kent
Kent è un ex ufficiale dei corpi speciali con ampia esperienza di combattimento. Ha lavorato sotto il direttore dell'intelligence nazionale, Tulsi Gabbard. La sua storia personale include la perdita della moglie, Shannon Kent, tecnica crittologica della marina, uccisa nel 2019 in un attentato suicida a Manbij, in Siria.
Cosa ha lodato e cosa ha criticato
Nella stessa lettera Kent ha elogiato alcune azioni militari dell'amministrazione Trump durante il primo mandato, citando l'uccisione di Qasem Soleimani e la lotta contro lo Stato Islamico come esempi di operazioni decise e mirate. Tuttavia ha detto che la stessa amministrazione ha poi abbandonato quella strategia, diventando suscettibile a influenze esterne che avrebbero promosso un intervento più ampio in Iran.
Controversie e attività politiche
Kent ha tentato la carriera elettorale correndo per il Congresso nella zona sud-ovest dello stato di Washington nel 2022 e nel 2024, perdendo entrambe le volte contro Marie Gluesenkamp-Perez. Pur essendo un distretto relativamente conservatore, dove Trump ha vinto nel 2024, le sue campagne sono state segnate da collegamenti con figure dell'estrema destra, tra cui Graham Jorgensen, legato ai Proud Boys, e Joey Gibson, fondatore del gruppo Patriot Prayer.
Inoltre Kent ha abbracciato teorie cospirative anti-governative, sostenendo ad esempio che FBI e comunità dell'intelligence avrebbero avuto un ruolo negli eventi del 6 gennaio e che le elezioni del 2020 sarebbero state falsate a favore di Joe Biden.
Il caso della chat e la conferma in Senato
Il suo coinvolgimento in una chat di Signal con funzionari dell'amministrazione, dove si discutevano possibili attacchi contro le milizie Houthi, è emerso come elemento critico dopo che il giornalista Jeffrey Goldberg è stato aggiunto per errore alla conversazione. I democratici hanno usato questo episodio per sollevare dubbi sulla trasparenza e sulle intenzioni del team.
Kent era stato confermato a luglio con un voto partigiano di 52 a 44.
In breve: un funzionario di alto profilo vicino a Trump se ne va in polemica con la linea della Casa Bianca, sostenendo che la guerra è stata innescata da pressioni esterne e da informazioni fuorvianti.