Cosa è successo
Il governo britannico ha multato una filiale di Apple per 390.000 sterline dopo aver accertato una violazione delle sanzioni imposte contro Mosca. Al centro della vicenda ci sono due pagamenti, effettuati verso una piattaforma di streaming russa, con una precisione burocratica quasi commovente.
La società coinvolta è Apple Distribution International (ADI), con sede nella Repubblica d’Irlanda. ADI ha dato istruzioni a una banca con base nel Regno Unito di eseguire due trasferimenti a favore di una società controllata da un’entità russa sanzionata. I pagamenti, fatti da un conto bancario di ADI nel Regno Unito, superavano complessivamente 635.000 sterline.
ADI si occupa della vendita dei prodotti Apple in Europa e in Medio Oriente, incluso il negozio di app dell’azienda.
Il ruolo dell’Office of Financial Sanctions Implementation
La sanzione è stata imposta dall’Office of Financial Sanctions Implementation (OFSI), l’organismo del Tesoro britannico incaricato di far rispettare il regime sanzionatorio.
Secondo l’OFSI, la multa è stata applicata perché, sulla base della probabilità prevalente, ADI aveva violato i divieti previsti dalla normativa sulle sanzioni finanziarie.
L’ufficio ha anche chiarito che la società ha effettuato una divulgazione volontaria dei pagamenti e che la sanzione è arrivata dopo negoziati per un accordo. Sempre secondo l’OFSI, ADI non aveva motivo di sospettare che quei pagamenti avrebbero infranto le sanzioni.
L’agenzia ha precisato che, benché fossero disponibili articoli di stampa che indicavano come Okko fosse interamente controllata da una persona sanzionata, non ci sono prove che ADI fosse a conoscenza di quei contenuti al momento dei fatti, né che i fornitori terzi di controlli di due diligence ne fossero informati.
Da Sberbank a JSC New Opportunities
La piattaforma Okko era stata acquistata nel 2018 da Sberbank, la principale banca russa. Dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel febbraio 2022, però, la società fu venduta a JSC New Opportunities, entità che il governo britannico ha poi inserito nella lista delle sanzioni nel giugno 2022.
I pagamenti contestati a Okko risalgono proprio a giugno e luglio 2022.
Sberbank era tra le prime società russe aggiunte alla lista britannica delle sanzioni dopo l’invasione.
Il think tank statunitense Foundation for Defense of Democracies ha osservato che la cessione di Okko da parte di Sberbank a una società “oscura” era probabilmente un tentativo di proteggere quei beni dalle sanzioni occidentali. JSC New Opportunities, peraltro, era stata costituita nel marzo 2022. Tempismo impeccabile, come sempre quando entrano in scena le sanzioni.
Il messaggio del Regno Unito
L’OFSI ha sottolineato che il caso dimostra come anche società non britanniche possano violare le sanzioni se utilizzano istituzioni finanziarie del Regno Unito per eseguire pagamenti.
Il messaggio alle imprese è abbastanza chiaro:
- servono controlli di due diligence solidi sul proprio portafoglio clienti;
- affidarsi a società terze per lo screening delle sanzioni comporta rischi;
- usare banche britanniche non rende le verifiche una formalità, nonostante quanto qualcuno possa sperare.
La replica di Apple
Un portavoce di Apple ha dichiarato che l’azienda rispetta le leggi dei Paesi in cui opera e prende molto sul serio la conformità alle sanzioni.
Secondo il portavoce, dopo aver individuato due pagamenti a uno sviluppatore che pochi giorni prima era diventato affiliato a un’entità sanzionata, Apple ha segnalato subito e in modo proattivo la questione al governo britannico.
L’azienda ha aggiunto di lavorare costantemente per rafforzare i propri protocolli di conformità, che descrive come già solidi e in linea con gli standard del settore.