Washington prova a tenere insieme due messaggi non proprio identici
La Casa Bianca ha assicurato che la politica degli Stati Uniti verso Cuba non è cambiata, nonostante abbia consentito a una petroliera russa sanzionata di scaricare carburante sull’isola per ragioni umanitarie. Una distinzione sottile, ma evidentemente sufficiente per chi la deve spiegare in conferenza stampa.
Secondo i funzionari statunitensi, decisioni di questo tipo verranno valutate caso per caso. In altre parole, l’eccezione resta un’eccezione, almeno sulla carta.
Le sanzioni restano in piedi
Washington ha precisato che le navi che violano le sanzioni statunitensi potrebbero comunque essere sequestrate. Il messaggio ufficiale è quindi doppio: sì al via libera in situazioni considerate umanitarie, no a qualsiasi allentamento generale della pressione su L’Avana.
La questione arriva mentre Cuba affronta mesi di carenze di carburante, aggravate dal blocco statunitense. Per l’isola, il problema non è teorico: senza fuel, la vita quotidiana si inceppa in fretta, come scopre chiunque provi a far funzionare un Paese a intermittenza.
Un equilibrio fragile
L’amministrazione statunitense insiste sul fatto che l’episodio non segnala alcuna revisione della linea su Cuba. Resta però il fatto che il permesso concesso alla nave russa mostra quanto le deroghe, quando servono, trovino sempre una via per presentarsi come eccezioni perfettamente controllate.