Il giudizio suona netto: gli Stati Uniti non sono più la democrazia che conoscevamo. Lo dice il Varieties of Democracy, meglio noto come V-Dem, l’istituto dell’Università di Gothenburg considerato tra le fonti più affidabili per misurare lo stato delle democrazie nel mondo.
Cosa emerge dal rapporto
Il rapporto annuale di V-Dem conclude che gli USA stanno passando a una fase di autocratizzazione a una velocità senza precedenti. Secondo Staffan Lindberg, fondatore dell’istituto, i dati sulla democrazia americana risalgono al 1789 e quello che si vede oggi è il più grave arretramento democratico registrato nel paese.
Quali sono i segnali più preoccupanti
- Concentrazione del potere nell’esecutivo: la presidenza ha accumulato poteri in modo rapido e aggressivo, mentre il Congresso è stato marginalizzato.
- Calo dei diritti civili e della libertà di espressione: la libertà di parola è al livello più basso dagli anni Quaranta.
- Abusi di strumenti esecutivi: dal ritorno massiccio di ordini esecutivi all’uso di grazia e perdoni che, secondo il rapporto, hanno indebolito la legittimità dei tribunali.
- Smantellamento delle garanzie interne: ispettori generali e funzionari pubblici sono stati rimossi e spesso sostituiti con figure fedeli all’amministrazione.
Nel complesso, V-Dem registra che il livello di democrazia negli USA è tornato al peggiore valore dalla metà degli anni Sessanta, cancellando decenni di progressi.
Numeri chiave e confronti
Il rapporto si basa su 48 indicatori diversi, che misurano cose come libertà dei media, qualità delle elezioni e rispetto dello stato di diritto. I risultati principali includono:
- Il 41% della popolazione mondiale, circa 3,4 miliardi di persone, vive in paesi in cui la democrazia sta peggiorando.
- Il deterioramento democratico sta interessando un numero record di paesi simultaneamente, cosa mai vista dalla metà degli anni Settanta.
- La velocità della regressione negli USA è stata paragonata a quella di leader come Orbán in Ungheria, Vučić in Serbia, Erdoğan in Turchia e Modi in India: secondo Lindberg, il danno istituzionale che in quei paesi è avvenuto in 4-10 anni negli Stati Uniti si è manifestato in tempi molto più brevi.
Esempi pratici
Nel primo anno della nuova amministrazione, sono stati firmati 225 ordini esecutivi, mentre il Congresso a maggioranza repubblicana ha approvato appena 49 nuove leggi. Molti ordini esecutivi hanno portato alla chiusura di interi dipartimenti e al licenziamento di migliaia di impiegati pubblici. Questo squilibrio riduce la funzione di controllo del Parlamento sul potere esecutivo.
In più, ci sono più di 600 procedimenti giudiziari aperti contro l’amministrazione. Anche quando i tribunali bocciavano alcune decisioni, l’esecutivo ha spesso cercato soluzioni per aggirare le sentenze. Il rapporto mette in rilievo anche il perdono di centinaia di persone coinvolte nell’assalto al Campidoglio come un elemento che indebolisce la fiducia nel sistema giudiziario.
Il quadro globale e l’Europa
V-Dem non si ferma agli Stati Uniti. Il rapporto individua diversi paesi europei in fase di autocratizzazione, tra cui Ungheria, Grecia, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Italia e Romania. Altri paesi, come Portogallo e Bulgaria, sono inseriti in una lista di osservazione.
Il Regno Unito è indicato come un "nuovo autocratiser" a causa di un calo significativo della libertà di espressione e dei media, dovuto a recenti interventi legislativi che, secondo V-Dem, hanno aumentato i poteri governativi su questioni elettorali, sicurezza e regolazione del discorso online.
Localmente, alcuni stati europei restano esempi di democrazia forte: Danimarca, Svezia, Norvegia, Svizzera, Estonia e Irlanda sono in cima all’indice globale del 2025. Tuttavia, il numero di paesi in fase di democratizzazione è sceso a soli 18, un minimo storico.
Rischi per le elezioni e segnali di resistenza
Un elemento da tenere d’occhio sono le elezioni: V-Dem segnala che il sistema elettorale, per ora, resta funzionante e aperto, ma ci sono rischi nuovi e concreti. La pressione sugli addetti alle elezioni e il numero elevato di abbandoni tra i funzionari elettorali preoccupa gli analisti. Un’eventuale negazione dei risultati elettorali potrebbe segnare un cedimento democratico totale.
Detto questo, ci sono segnali di contraccolpo: il consenso verso l’orientamento autoritario dell’amministrazione sembra in calo, con indici di gradimento sotto il 40% e crescenti critiche anche dall’interno del movimento politico che sostiene il presidente. Stati e comunità locali in alcuni stati americani hanno reagito difendendo diritti civili e servizi locali.
Conclusione
Il messaggio del rapporto V-Dem è chiaro e duro. Non si tratta solo di un problema americano. Il fenomeno è globale e la ricerca mostra che forze politiche di estrema destra, una volta al potere, hanno alta probabilità di indebolire istituzioni democratiche. Il consiglio implicito è semplice: ignorare questi segnali non è una buona strategia. Il tempo per comprendere e reagire è adesso.