Un commento imbarazzante, poi le lodi
La premier giapponese Sanae Takaichi ha detto di considerare sé e il presidente degli Stati Uniti «migliori amici», poche ore dopo che Trump aveva fatto una battuta di cattivo gusto su Pearl Harbor. Le parole di Takaichi sono arrivate prima di una cena alla Casa Bianca, durante un intervento pronunciato con l'aiuto di un traduttore.
La battuta che ha messo in imbarazzo
Mentre rispondeva a una domanda riguardo alle operazioni aeree contro l'Iran, avviate il 28 febbraio, Trump ha detto di aver voluto che i raid fossero una sorpresa. Poi ha aggiunto: «Chi conosce meglio le sorprese se non il Giappone? Perché non mi avete detto di Pearl Harbor, ok?»
La battuta ha provocato un silenzio imbarazzato nella stanza. L'espressione di Takaichi è passata da un sorriso a uno sguardo sorpreso. L'episodio è stato rapidamente commentato sui social, dove molti utenti hanno espresso disgusto e imbarazzo per la scena.
Reazioni pubbliche
- Alcuni utenti hanno scritto che la stanza ha reagito con gemiti udibili.
- Altri hanno descritto la premier come visibilmente mortificata e hanno criticato il tono della battuta.
Il contesto storico ricordato
L'attacco a Pearl Harbor del 7 dicembre 1941 causò la morte di oltre 2.400 membri delle forze americane e quasi 1.200 feriti. Quattro corazzate furono affondate e altre quattro gravemente danneggiate. Per gli Stati Uniti fu l'attacco più mortale sul suolo nazionale fino agli attentati dell'11 settembre 2001.
Cosa ha detto Takaichi dopo l'incidente
Nonostante l'imbarazzo creato dalla battuta, Takaichi ha continuato a lodare Trump durante la cena alla Casa Bianca. Ha augurato in anticipo un buon compleanno al figlio più giovane del presidente, Barron, che compiva 20 anni il giorno seguente.
La premier ha anche sottolineato la necessità di rafforzare i legami tra Giappone e Stati Uniti: «Un Giappone più forte e un'America più forte, un Giappone più prospero e un'America più prospera», ha detto, esprimendo fiducia nella collaborazione con Trump per raggiungere questi obiettivi.
Politica estera e sicurezza
Il viaggio di Takaichi negli Stati Uniti arriva dopo una vittoria elettorale significativa in Giappone. Prima di partire aveva promesso di «fare tutto il possibile per massimizzare l'interesse nazionale» giapponese mentre la situazione in Medio Oriente rimane tesa.
In una dichiarazione congiunta condivisa da Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Paesi Bassi, il Giappone ha espresso la sua disponibilità a contribuire per garantire un passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz, chiuso dall'Iran in seguito alla campagna di bombardamenti sostenuta dagli Stati Uniti e da Israele.
Alla Casa Bianca, Takaichi ha definito la chiusura dello Stretto come una situazione di sicurezza molto grave e un colpo significativo per l'economia globale. Ha poi dichiarato la sua fiducia nella capacità di Trump di contribuire a risolvere la crisi e si è detta pronta a contattare partner internazionali per lavorare insieme verso la pace.
Nota finale
L'episodio di Oval Office ha messo in evidenza il delicato equilibrio tra il rapporto personale tra leader e le reazioni pubbliche alle parole pronunciate in pubblico. Nonostante l'imbarazzo causato dalla battuta su Pearl Harbor, Takaichi ha mantenuto un tono di sostegno verso la cooperazione con gli Stati Uniti, concentrandosi sulle questioni di sicurezza e sugli interessi nazionali del Giappone.