Una svolta europea, con la guerra sullo sfondo
Keir Starmer ha sostenuto che l’interesse nazionale di lungo periodo della Gran Bretagna richiede una collaborazione più stretta con l’Unione europea. Il motivo, secondo lui, è fin troppo semplice: la guerra in Medio Oriente e il clima internazionale sempre più instabile hanno rimesso tutto in discussione, come spesso accade quando il mondo decide di diventare più complicato del previsto.
Parlando a Downing Street, il primo ministro ha detto che il conflitto ha riportato il governo a concentrarsi su nuovi legami “ambiziosi” con l’Europa, sul piano economico e su quello della difesa. Ha aggiunto che il modo in cui il Regno Unito uscirà da questa crisi “ci definirà per una generazione”.
Il dossier Stretto di Hormuz
Starmer ha anche annunciato che il ministro degli Esteri ospiterà più avanti questa settimana una riunione con altri Paesi per discutere come sbloccare il vitale stretto di Hormuz.
Ha poi spiegato che, dopo quell’incontro, verranno convocati anche i pianificatori militari per valutare come mettere insieme le capacità necessarie e rendere lo stretto accessibile e sicuro una volta terminate le ostilità.
“Non sarà facile”, ha ammesso. Un dettaglio utile, visto che raramente i dossier strategici si risolvono da soli con buona volontà e una conferenza stampa.
Più vicino all’Europa, non solo a Washington
L’indicazione più chiara di un possibile allontanamento da Washington è arrivata quando Starmer ha detto di vedere il futuro del Regno Unito più strettamente legato all’Europa, in vista di un vertice con l’UE dopo l’incontro di “reset” post-Brexit dello scorso anno.
Ha parlato senza troppi giri di parole dei danni causati dalla Brexit: “Ha provocato un grave danno alla nostra economia, e le opportunità per rafforzare la nostra sicurezza e ridurre il costo della vita sono semplicemente troppo grandi per essere ignorate”, ha detto.
Rivolgendosi al vertice imminente, ha chiarito che Londra non vuole limitarsi a ratificare gli impegni già presi l’anno scorso.
“Vogliamo essere più ambiziosi, con una cooperazione economica più stretta, una cooperazione sulla sicurezza più stretta, una partnership che riconosca i nostri valori comuni, il nostro interesse comune e il nostro futuro comune. Una partnership per il mondo pericoloso che dobbiamo attraversare insieme”, ha detto.
Trump, Nato e la linea britannica
Alla domanda dei giornalisti se tutto questo fosse stato accelerato dal peggioramento del suo rapporto con Donald Trump, che continua a criticare duramente la Gran Bretagna e lo stesso Starmer, il primo ministro ha risposto che una cooperazione di sicurezza più ampia in Europa è nell’interesse di tutti.
Ha aggiunto che questo potrebbe persino rafforzare il rapporto con gli Stati Uniti.
Interrogato anche sulle parole di Trump, che ha detto di stare seriamente valutando il ritiro degli Stati Uniti dalla Nato, Starmer ha risposto che continuerà ad agire nell’interesse del Regno Unito, qualunque sia il rumore di fondo.
“Qualunque sia la pressione su di me e su altri, qualunque sia il rumore, prenderò le decisioni nell’interesse nazionale britannico”, ha detto.