A SXSW Spielberg parla di Disclosure Day e di extraterrestri
Al festival South by Southwest di Austin, Steven Spielberg ha affrontato la domanda che tutti volevano sentire: crede negli alieni? Il regista, ora 79 anni, ha risposto con pragmatismo e un pizzico di entusiasmo. «Non so più di quanto sappiate voi, ma ho il forte sospetto che non siamo soli qui sulla Terra in questo momento — e ho fatto un film su questo», ha detto durante il suo intervento principale.
Da Obama a Disclosure Day
Spielberg ha raccontato di essersi divertito quando ha visto il commento virale dell'ex presidente Barack Obama secondo cui gli alieni sono «reali». La sua prima reazione è stata: «Oh mio Dio, è perfetto per Disclosure Day!». Poi Obama ha precisato, parlando della possibilità di vita nel cosmo, e Spielberg ha aggiunto che nessuno dovrebbe pensare di essere l'unica civiltà intelligente nell'universo.
Cosa lo ha spinto a tornare sugli UFO
Il regista ha spiegato di essere stato motivato a girare il suo primo film sugli UFO dai tempi di Close Encounters of the Third Kind da due eventi principali: l'articolo del New York Times del 2017 su un programma governativo che monitorava oggetti volanti non identificati e le audizioni al Congresso degli ultimi anni con whistleblower governativi. Nonostante tutto, Spielberg ammette di non aver mai assistito personalmente a un avvistamento.
«Non ho avuto nemmeno un incontro ravvicinato»
Con ironia un po' amara il regista ha detto che, pur avendo girato Close Encounters, non ha mai avuto un incontro di primo, secondo o terzo tipo. «Perché non ho visto nulla? Metà dei miei amici ha visto UFO o UAP. Dov’è la giustizia? Se ci siete, fate un fischio» ha scherzato. Poi ha precisato di non avere paura degli alieni: la sua preoccupazione è soprattutto l'impatto sociale di una conferma ufficiale di contatti che durano da decenni.
Il cinema come luogo di esperienza collettiva
Oltre agli UFO, Spielberg ha difeso con passione l'esperienza della sala cinematografica e il valore del cinema originale. Ha attaccato, con garbo, il modello dei sequel ripetuti e dei grandi franchise che occupano tutto lo spazio creativo. Ha elogiato l'effetto di una storia ben raccontata che colpisce un pubblico nello stesso istante, creando un momento collettivo che non si replica guardando film in salotto.
Ricordi, progetti e abitudini
- Close Encounters: Spielberg ha ricordato le difficoltà iniziali a far approvare quel progetto, considerato troppo ai margini tra scienza e mito.
- Western in sviluppo: ha confermato di avere in cantiere un western, un genere che desiderava affrontare da tempo. Ha promesso che non ci saranno stereotipi o tropi scontati.
- Abitudine cinefila: ogni anno rivede Lawrence of Arabia. Dice che quel film lo mantiene umile e gli ricorda che non arriverà mai al livello del regista David Lean.
- Film sottovalutato: tra le sue opere, ha indicato Always come uno dei film che ritiene sottovalutati.
- Metodo sul set: ha spiegato che spesso non usa storyboard dettagliati per film come Schindler’s List o Saving Private Ryan. Per lui ogni giorno sul set è un campo di possibilità da esplorare.
- Non ha intenzione di fermarsi: ha dichiarato di non voler smettere di lavorare e di non prevedere il ritiro.
Di cosa parla Disclosure Day
Disclosure Day, distribuito da Universal, racconta il panico globale e il turbamento sociale che seguono la prova inoppugnabile dell'esistenza degli alieni. Nel cast ci sono Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth. Il film arriva in un momento in cui media e indagini parlamentari hanno riportato l'attenzione sugli UAP.
Negli ultimi tempi alcuni documentari e inchieste sul tema hanno creato confusione online, con persone che si chiedono se opere di fiction come quella di Spielberg facciano parte di un discorso più ampio. Spielberg ha chiarito che il suo è un film di finzione che prende spunto dall'attualità e dalla curiosità pubblica.
Disclosure Day uscirà il 12 giugno.