Un processino con tante stagioni rimaste in sospeso
Martedì, in un'aula del tribunale di Santa Monica, Kevin Spacey ha raccontato la sua versione su come è finito il sesto e ultimo capitolo di House of Cards. Non era un dramma scritto male, sostiene lui: sarebbe stato scartato non per incapacità, ma per una gigantesca manovra finanziaria. Sì, una richiesta assicurativa da nove cifre che ha cambiato le carte in tavola.
Il cuore del caso
La disputa vede contrapposti Media Rights Capital, la società che produceva lo show, e la sua assicurazione. In passato Spacey aveva accettato di consegnare i suoi referti medici per ridurre un'arbitrale da 31 milioni di dollari a suo carico. Quei documenti sono ora al centro del processo: secondo MRC, dimostrerebbero che l'attore aveva un problema sanitario che gli impediva di lavorare; secondo Spacey, sono pieni di inesattezze e interpretazioni inventate.
Rehab, referti e frasi mai pronunciate
Gran parte delle polemiche ruota intorno al suo periodo a The Meadows, una clinica in Arizona dove Spacey si era ricoverato dopo le accuse di molestie. L'attore ha detto che molte annotazioni mediche non rispecchiano ciò che ha effettivamente detto, e ha commentato con una punta di sarcasmo che i referti sembravano presupporre particolari che non corrispondono alla realtà.
Dal fronte opposto, un perito psichiatra chiamato da MRC ha affermato che Spacey aveva avuto pensieri suicidi e che nel 2017 non sarebbe stato in grado di lavorare sul set. Questo punto è cruciale: se il problema fosse davvero una malattia, la copertura assicurativa potrebbe scattare; se invece la causa fosse il fallout mediatico, la storia cambia.
Accuse, contraddizioni e pile di comunicazioni
Spacey ha negato le accuse di contatti inappropriati e ha definito alcune storie "inventate". In un arbitrato precedente, tuttavia, il giudice aveva ritenuto credibili i testimoni e aveva stabilito che l'attore aveva violato le politiche anti-molestie, portando al verdetto da 31 milioni di dollari.
Nel processo attuale, gli avvocati di MRC hanno cercato di mostrare una mancanza di responsabilità da parte dell'attore. Spacey ha replicato che lo standard usato per giudicare quei fatti è "molto basso" e ha difeso la propria versione dei fatti.
Una versione alternativa: fu il clamore mediatico?
L'assicurazione Fireman’s Fund invece sostiene che l'allontanamento di Spacey sia stato causato dall'onda mediatica in seguito alle accuse, non da un problema di salute. Qui entrano in gioco messaggi e telefonate che mostrerebbero comunicazioni contrastanti tra manager, agenti e vertici della produzione.
Per esempio, l'avvocato di Spacey ha scritto ai produttori il 4 novembre dicendo che l'attore era "disponibile, volenteroso e in grado" di adempiere ai suoi obblighi contrattuali. Pochi giorni prima, però, l'agente avrebbe detto al CEO di MRC che Spacey era "malato" e sarebbe stato lontano per molto tempo.
Netflix, promesse e un divorzio pubblico
Spacey ha raccontato anche di una conversazione con l'allora amministratore delegato di Netflix, in cui gli sarebbe stato promesso supporto e la certezza che la serie avrebbe atteso il suo rientro. Invece Netflix si è poi allontanata pubblicamente, cancellando i piani con l'attore e accantonando il progetto in cui avrebbe dovuto recitare.
Voci di corridoio sul set
Durante l'udienza sono emerse anche lamentele su colleghi di set. Spacey ha menzionato un episodio che coinvolgerebbe Michael Kelly, dicendo che si parlava di un comportamento che aveva attirato attenzioni sul set. Una contestazione nei confronti di Robin Wright è stata citata senza dettagli precisi, ma il tema delle dinamiche di backstage è rimasto sul tavolo.
Il processo va avanti
MRC sta ora puntando a un risarcimento che potrebbe superare i 100 milioni di dollari. Il processo è iniziato con le arringhe di apertura questo mese e si prevede che durerà ancora per settimane. Nel frattempo, la scena rimane quella di un dramma giudiziario dove la posta in gioco è alta, le versioni dei fatti sono contrastanti e la verità assomiglia sempre di più a una trama di serie TV.
Nota finale: se pensavate che il dietro le quinte fosse sempre glamour, beh, qui ci sono assicurazioni, rehab e un bel po' di tensione. Popcorn consigliato, ma a distanza di sicurezza.