Se pensavate che l'Australian Grand Prix fosse solo sole, fiumi di birra e abbronzature da paddock, vi sbagliavate. C'è stato un momento in cui Franco Colapinto ha dovuto dribblare un Liam Lawson che procedeva più lento di una tartaruga con il turbo. E questo ha acceso una lucina rossa in casa Williams - anzi, nella testa di Carlos Sainz.

Cos'è successo in Australia

Alla partenza, Colapinto si è trovato a eseguire manovre evasive perché Lawson era troppo lento mentre le vetture lanciavano dalla linea. Nessuno si è fatto male, ma la fortuna non è una strategia. Sainz ha detto chiaramente che se si resta immobili davanti a questi segnali di pericolo, prima o poi arriverà un incidente serio.

Due problemi che non vanno sottovalutati

Sainz ha riassunto la questione in due punti principali:

  • Partenze pericolose: la dinamica vista in pista è già stata evidente dai test e si è ripetuta a Melbourne. Situazioni caotiche alla partenza aumentano il rischio di contatti seri.
  • La modalità "SM" - straight mode: quando la modalità per le rettilinee è attiva, le auto perdono molta deportanza. Questo genera differenze di velocità enormi - parliamo di chiusure di 40, 50, anche 60 km/h - rendendo i sorpassi e i duelli estremamente instabili.

Parole semplici: senza carico aerodinamico, le monoposto diventano meno prevedibili e più scivolose in lotta. Non esattamente la ricetta ideale per gare senza drama... e senza incidenti.

Sainz chiede all'organo di prendere posizione

Secondo Sainz, la FIA deve muoversi per mettere in sicurezza questi aspetti prima che qualcuno si faccia male. Ha anche ammesso che non tutti i team saranno contenti di cambiare le regole: ognuno pensa alla performance e alla propria posizione in classifica. Ma, ha sottolineato, la sicurezza dovrebbe venire prima dei giochi di potere.

In pratica Sainz dice: ok, potete discutere dei cavilli tecnici, ma se la formula mette in pericolo i piloti, la serie dovrebbe avere il potere di intervenire senza chiedere permessi a chi rischia di perdere vantaggi competitivi.

Cosa sperare ora

Speriamo tutti che la risposta arrivi in tempo. Nessuno vuole vedere una giornata di gara trasformarsi in un remake tragico. Nel frattempo, possiamo solo incrociare le dita e sperare che i responsabili decidano di fare qualcosa di concreto - e rapidamente, più veloce di un pit stop ben eseguito.