New York, palco IBBL. Ettore Messina non era in città per il turismo gastronomico, ma come ospite speciale a un evento della Italian Brands Basketball League, dove ha lasciato cadere due o tre verità interessanti sul futuro della pallacanestro europea.
NBA Europe non è più fantascienza
Messina ha detto chiaramente che la Nba sta parlando con un gruppo di squadre, e tra queste c'è anche l'Olimpia Milano. Ha aggiunto che ci sarebbero sette od otto squadre europee di base, e poi altre compagini da creare in modo un po'... sintetico in città come Roma, Manchester e Parigi. Tradotto: non è una roba da film, ci stanno lavorando per davvero.
Perché dovrebbe interessarci
Secondo Messina il progetto NBA Europe potrebbe essere utile per pulire l'ecosistema del basket in Europa. Le sue parole vanno dritte al punto: i giocatori giocano troppe partite e serve trovare un modo per rendere il sistema sostenibile anche dal punto di vista economico. C'è una conversazione in corso tra Eurolega e Nba per capire se si può definire un accordo che faccia bene al movimento europeo. Messina spera in una strada comune.
Perché se n'è andato dall'Olimpia Milano
Parlando anche della sua recente uscita di scena come allenatore dell'Olimpia, Messina ha spiegato di aver capito che non poteva più svolgere quel ruolo nel modo in cui lo avrebbe voluto. Ha detto che avevano già pronto un piano di successione con il suo primo vice e che hanno deciso di metterlo in atto subito. La guida tecnica infatti è passata a Giuseppe Poeta.
Messina ha sottolineato come lui veda il compito di un manager o di un allenatore in tre modi diversi: chi ha tutto ma non produce risultati, chi consum gli asset a disposizione, e chi invece costruisce qualcosa che rimane. Il suo obiettivo, a detta sua, è sempre stato non solo vincere nel presente, ma lasciare un futuro migliore al club.
Ricordi americani: Lakers e Spurs
Non è mancata la nostalgia americana. Messina ha ricordato gli anni trascorsi negli Stati Uniti con i Los Angeles Lakers e i San Antonio Spurs. Ha riconosciuto a Kobe Bryant un ruolo importante nell'aiutarlo a essere accettato nel contesto NBA, anche perché Kobe aveva vissuto in Italia e apprezzava il basket europeo.
Raccontando il suo periodo con gli Spurs, dove è stato a fianco di Gregg Popovich, Messina ha riportato un insegnamento che si è portato dietro: l'allenamento parte dalle persone, non dal manuale. Prima di parlare di schemi e tattiche, disse Popovich, bisogna creare un contatto umano, una stretta di mano, una pacca sulla spalla, poi si inizia a lavorare.
Conclusione pratica
In sostanza, dall'ufficialità sfumata al sogno tattico, Messina ha dipinto un futuro dove l'NBA in Europa può esistere, ma solo se ci sarà collaborazione e attenzione alla sostenibilità del sistema. Nel frattempo lui si prende una pausa dai panni dell'head coach e continua a distribuire consigli come fosse una banca di saggezza tecnica.
Nota leggera per i curiosi: se vi piace l'idea di vedere una partita NBA a Roma o a Milano, cominciate a risparmiare sui caffè. Potrebbe servire.