Il ritorno di Westeros, stavolta sul palco
Quest’estate Game of Thrones torna in scena, ma senza droni, effetti digitali o il consueto desiderio di distruggere interi regni. Il prequel teatrale The Mad King, ispirato alle opere di George R. R. Martin, debutterà al Royal Shakespeare Theater di Stratford-upon-Avon e porterà sul palcoscenico uno dei momenti più famosi della storia di Westeros: il Torneo di Harrenhal.
Lo spettacolo promette di ricostruire l’evento che ha acceso la miccia della Ribellione di Robert e ha contribuito alla caduta della dinastia Targaryen. Insomma, una semplice festa di famiglia, se la vostra famiglia include monarchi, profezie e abbastanza tensione politica da far crollare un continente.
Date, biglietti e messa in scena
La Royal Shakespeare Company ha confermato che The Mad King farà parte della stagione 2026 e sarà in cartellone dal 20 luglio al 5 settembre. I biglietti prioritari saranno disponibili dal 14 aprile.
Lo spettacolo verrà allestito su una scenografia a forma di croce e si collocherà circa quindici anni prima dell’inizio di Game of Thrones. Al centro ci sarà il Torneo di Harrenhal, dove Rhaegar Targaryen vince la gara di giostra e incorona Lyanna Stark come Regina dell’Amore e della Bellezza, ponendole in grembo una corona di rose invernali blu.
Il gesto scatena uno scandalo di proporzioni notevoli. Lyanna è promessa a Robert Baratheon, mentre Rhaegar è già sposato con Elia Martell ed è padre dei suoi due figli. Quando si parla di casa Targaryen, la gestione dei rapporti interpersonali non è mai stata la loro qualità principale.
La trama ufficiale
La sinossi diffusa dalla produzione descrive un grande freddo in dissoluzione a Harrenhal, con la promessa della primavera e un banchetto sontuoso alla vigilia di un torneo. Tra amanti, spettatori e sussurri sulle gare, cresce però anche il malumore per la crudeltà del Re Folle e per un complotto di tradimento che matura all’interno del suo stesso cerchio.
Mentre lontano si odono i tamburi della guerra, il testo promette una storia in cui saranno messi alla prova legami familiari, antiche profezie e la linea di successione. La domanda, a quanto pare, è sempre la stessa: chi sopravvivrà e chi riuscirà a emergere?
L’annuncio di Martin a febbraio
George R. R. Martin aveva anticipato il progetto già a febbraio, sul suo blog Not a Blog, con un post intitolato “The Mad King is Coming”. Nel testo aveva aperto con il padrone di casa del torneo, Lord Walter Whent, spiegando che quasi tutte le grandi casate del regno, dalla corte reale agli Stark del Nord fino ai Targaryen del Sud, si sarebbero riunite nel più grande castello dei Sette Regni per celebrare il nome della figlia nubile di Whent.
Martin ha anche indicato alcuni dei personaggi presenti nello spettacolo: Aerys II Targaryen, suo figlio Rhaegar, gli Stark Brandon, Eddard, Benjen e la loro sorella Lyanna, oltre a Robert Baratheon e a Ser Howland Reed, che in Game of Thrones compare accanto a Eddard nella battaglia della Torre della Gioia, verso la fine della Ribellione di Robert.
Lo scrittore ha dipinto il torneo con il suo consueto gusto per i dettagli e ha anche lasciato intendere che prenderà parte al pubblico della sua stessa storia. Un privilegio raro, per una vicenda che nasce da un romanzo e finisce su un palcoscenico, come se la linea tra fan, autore e mito fosse troppo sottile per preoccuparsene.
Il team creativo
Il cast non è ancora stato annunciato. La squadra creativa, però, è già stata definita:
- Duncan Macmillan firma il testo
- Dominic Cooke cura la regia
- Nick Barnes e Finn Caldwell si occupano di pupazzi e movimento
- Chloe Lamford firma le scenografie
- Georgia McGuinness cura i costumi
- Jon Clark si occupa delle luci
- Will Stuart compone la musica
- Tom Gibbons firma il suono
- Amy Ball cura il casting
- Jeannette Nelson segue voce e testo
- Hazel Holder è la consulente per il dialetto
- Emily Raymond è direttrice associata
A completare il gruppo ci sono Scarlet Wilderink per il movimento e i pupazzi in veste associata, Francesca Roche come consulente per la danza d’epoca, Ti Mikkel come consulente creativo, Machiko Weston come assistente alle scenografie, Alex Berry come assistente ai costumi, Alex Twiselton come assistente al suono e Lenore Gallegos come assistente alla regia.
Martin figura come creatore ed executive producer, mentre la produzione è condivisa da Simon Painter, Tim Lawson e Mark Manuel, insieme a Warner Bros. Theater Ventures per HBO e a Sir Leonard Blavatnik e Danny Cohen per Access Entertainment.