Braden Smith ha scritto il suo nome nei libri di storia del basket universitario. Il playmaker di Purdue ha superato il record di assist della Division I, raggiungendo il suo assist numero 1.077 nel primo turno del torneo NCAA 2026 e bruciando un primato rimasto intatto per 33 anni.

Il quadro generale

Purdue è stata la miglior squadra d’attacco del paese e Smith è stato il regista che ha unito ogni ingranaggio. Dopo quattro stagioni all’università, ora guarda verso l’NBA. Il suo curriculum è molto solido, anche se il prototipo fisico non è quello che alcuni team cercano per un playmaker che deve reggere i cambi difensivi contro avversari più alti.

Statistiche chiave

  • Punti: 14,3
  • Rimbalzi: 3,5
  • Assist: 9,0
  • Stoppate: 0,2
  • Rubate: 1,7
  • Percentuale da campo: 44,8%
  • Percentuale da tre: 36,7% (38,7% su carriera)
  • Percentuale tiri liberi: 83,0%

Altezza, peso, anno

  • Altezza: 6-0
  • Peso: 180 libbre (circa 82 kg)
  • Anno: Senior

Punti di forza

Smith è, senza dubbio, uno dei migliori passatori del college basketball. Sa eseguire tutti i tipi di passaggi: lob precisi, angoli intelligenti e passaggi dietro la schiena a rimbalzo per i compagni in movimento. Controlla il ritmo della partita, sbaglia raramente e vede il campo a un livello superiore alla media.

Ha un gioco interno tra le linee molto efficace contro difese lente, e quando gli avversari sono più aggressivi sa trovare soluzioni per penetrare o allargare l’azione. È anche un tiratore affidabile: segna il 51,3% sui tiri da due punti in sospensione e ha un buon tiro dalla distanza, con percentuali migliori in situazioni di catch-and-shoot, dove ha segnato il 45,5%.

Punti deboli

Il problema principale è la fisicità. A 6-0 è spesso in svantaggio quando viene scambiato su giocatori più alti, e non compensa con un atletismo eccezionale. Non è un finisher dominante al ferro e tende a preferire il pull-up o la ricerca del passaggio piuttosto che forzare conclusioni in penetrazione.

Inoltre, è un prospetto più maturo rispetto a molti playmaker giovani del suo anno. Alcune squadre potrebbero preferire scommettere su guardie più giovani e con maggiore margine di crescita.

Proiezione al Draft

Proiezione: primo tratto del secondo giro

La maggior parte delle simulazioni non lo colloca tra le prime 30 scelte, ma le sue qualità tecniche lo rendono un candidato concreto per le prime dieci scelte del secondo giro. Nonostante non sia un talento esplosivo, è pronto per contribuire fin da subito come cambio esperto.

Confronto di gioco

Gioca come: T.J. McConnell

Come McConnell, Smith è un playmaker basso, intelligente e con ottime letture difensive. Entrambi usano il pull-up dal midrange e possono colpire da tre. Smith offre però una miglior percentuale da tre e una visione di gioco particolarmente lucida. Non è il tipo da diventare All-Star, ma può essere un elemento solido della rotazione, anche per squadre che puntano in alto.

Conclusione

Braden Smith arriva all’NBA con un eccellente bagaglio tecnico e una leadership evidente. I dubbi principali restano legati alla misura e all’atletismo, ma la sua capacità di far giocare meglio la squadra e il record storico di assist lo rendono un prospetto che merita attenzione nel secondo giro del draft.