In una mossa in grado di provocare importanti contraccolpi sui mercati petroliferi globali, i principali produttori del Golfo hanno iniziato a ridurre la loro produzione di greggio quotidiana. La stima di Bloomberg, citata dall'ANSA, mostra un rallentamento coordinato nell'intera regione mentre le tensioni nel Medio Oriente si intensificano.

Quanto sono grandi i tagli?

  • Arabia Saudita ha ridotto la produzione di circa 2-2,5 milioni di barili al giorno.
  • Emirati Arabi Uniti hanno tagliato circa 500.000-800.000 barili al giorno.
  • Kuwait ha tagliato circa 500.000 barili al giorno.
  • Iraq ha ridotto la produzione di circa 2,9 milioni di barili al giorno.

La nota Bloomberg sottolinea che si tratta di tagli sostanziali rispetto all'output tipico del Golfo e sembrano far parte di una rara mossa coordinata tra i produttori regionali.

Osservazioni di Netanyahu incentrate sull'Iran

Nel frattempo, in un filone separato della vicenda, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che Israele sta mantenendo una linea dura contro l'Iran e che la campagna è in corso. Ha parlato durante una visita a un centro d'emergenza del ministero della Salute nella notte scorsa e ha sostenuto che il potere del regime iraniano è messo alla prova, pur sottolineando che l’esito dipenderà in ultima analisi dalla scelta del popolo iraniano sul proprio futuro.

Uno scenario regionale guidato dall'escalation

Il pezzo ANSA inquadra questi sviluppi all'interno di un contesto di conflitto più ampio nella regione. Man mano che le tensioni aumentano, circolano avvertimenti sul collo di bottiglia strategico dello Stretto di Hormuz. Nello stesso filone, l'attuale e l'ex leadership statunitense hanno indicato risposte forti a qualsiasi interruzione dei flussi di petrolio, comprese possibili azioni che si farebbero sentire ben oltre il Golfo. Il periodo è anche caratterizzato da una serie di movimenti militari e di sicurezza nella regione, mentre Israele, gli Stati Uniti e le forze alleate rispondono alle minacce in corso nell'area.

Per i mercati, la domanda è se tali tagli all'offerta possano restringere abbastanza l'offerta da sostenere i prezzi o se i tagli rallentino la domanda e trascinino le economie globali. In ogni caso, i rubinetti del petrolio non sono una semplice nota a margine nel 2026, ma una notizia di prima pagina che potrebbe tenere i trader sulle loro tracce per settimane a venire.