Sean Penn ha ricevuto in dono dall'Ucraina una statuetta a forma di Oscar costruita con il metallo recuperato da un vagone ferroviario danneggiato nel conflitto. Il gesto è stato mostrato in un video pubblicato dal ceo delle Ferrovie Ucraine, Oleksandr Pertsovskyi.

Il regalo e il motivo dell'assenza agli Oscar

Il video mostra Pertsovskyi che si rivolge a Penn dicendo: "Ti stai perdendo gli Oscar... Quindi abbiamo realizzato questo. È fatto con un vagone ferroviario danneggiato dai russi". L'attore, 65 anni, ha vinto il suo terzo Oscar come miglior attore non protagonista per il film Una battaglia dopo l'altra, ma non era presente alla cerimonia perché si trovava in Ucraina per visite legate al sostegno al Paese.

Penn è un sostenitore noto dell'Ucraina e l'ha visitata più volte dopo l'invasione su larga scala iniziata quattro anni fa. Nel 2022 donò uno dei suoi Oscar al presidente Volodymyr Zelensky come simbolo di vicinanza.

La controversia russa sul documentario premiato

Parallelamente alla storia della statuetta, il Consiglio presidenziale russo per i Diritti umani ha chiesto al comitato degli Oscar e all'Unesco di verificare il rispetto dei diritti dei minori nel documentario Mr. Nobody vs. Putin, premiato nella categoria Miglior Documentario.

Secondo l'agenzia Tass, il Consiglio sostiene che una parte significativa del materiale del film sia stata girata in un istituto scolastico russo e fosse destinata all'uso educativo. Nella richiesta si afferma che il progetto potrebbe aver violato standard internazionali sulla protezione dei minori e la loro privacy, e si invita a controllare se il film sia stato realizzato e distribuito nel rispetto di tali norme.

Punti chiave

  • Sean Penn ha ricevuto una statuetta fatta con metallo di un vagone ferroviario danneggiato in Ucraina.
  • Penn ha vinto il suo terzo Oscar per Una battaglia dopo l'altra ma non ha partecipato alla cerimonia, scegliendo di visitare l'Ucraina.
  • La Russia chiede verifiche sui diritti dei minori riguardo al documentario Mr. Nobody vs. Putin, citando riprese effettuate in una scuola russa.

La vicenda unisce cinema, simboli e questioni etiche legate alla produzione di documentari in contesti sensibili. Restano da vedere eventuali verifiche ufficiali sulle accuse relative ai diritti dei minori.