Peaky Blinders è stato un fenomeno degli anni 2010 che si reggeva su tre elementi fondamentali: l'estetica, l'estetica e Cillian Murphy con aria perennemente irritabile su un cavallo. La serie, ambientata a Birmingham tra il 1919 e la metà degli anni Trenta, si è conclusa nel 2022 dopo sei stagioni. Il nuovo film, Peaky Blinders: The Immortal Man, arriva su Netflix come una specie di epilogo in forma di lungometraggio.
Dettagli rapidi
Data di uscita: venerdì 20 marzo (Netflix)
Cast principale:
- Cillian Murphy
- Barry Keoghan
- Rebecca Ferguson
- Tim Roth
- Sophie Rundle
- Stephen Graham
Regia: Tom Harper
Sceneggiatura: Steven Knight
Classificazione: Rated R, Durata: 1 ora e 52 minuti
Trama in breve
Siamo nel 1940, durante il Blitz. Tommy Shelby non è più il giovane leader: è un uomo segnato, isolato in una tenuta fatiscente, intento a scrivere una sorta di autobiografia e tormentato dalle apparizioni della figlia morta. Dopo aver bruciato la sua roulotte rom e aver rotto i legami familiari, vive praticamente da recluso. Arthur non è più presente nella sua vita per ragioni che il film spiega nel corso degli eventi.
La quiete di Tommy finisce quando arrivano due donne che lo trascinano di nuovo dentro la storia. Sua sorella Ada è diventata una rappresentante politica e porta notizie sulla rovina di Birmingham dopo i bombardamenti. Kaulo, interpretata da Rebecca Ferguson, è una donna rom che dovrebbe guidarlo verso un destino annunciato, con elementi che sfiorano il soprannaturale e un accento e un look volutamente stranianti.
Il problema più grande è il figlio di Tommy, Duke. Nel finale della serie il personaggio era interpretato dal giovane Conrad Khan; qui Duke è incarnato da Barry Keoghan. Duke è nichilista, prende il controllo dei Peaky e li spinge verso attività criminali che mettono a rischio lo sforzo bellico britannico. Tra i furti ci sono cannoni destinati al fronte e lotti di morfina destinati alle vittime dei bombardamenti.
Su Duke incombe la figura di John Beckett, un fascista britannico interpretato da Tim Roth, che mira a inondare il mercato inglese di banconote contraffatte di produzione tedesca per far collassare l'economia. Duke è attratto dal denaro, ma ancora di più dal complimento velenoso di un uomo che lo trova virile dove suo padre non lo sarebbe mai stato.
Recitazione e regia
Tom Harper dirige su una sceneggiatura firmata dal creatore della serie Steven Knight. Le performance sono solide, con una nota particolare per Barry Keoghan, capace di una presenza intensa e ambigua. Cillian Murphy riprende il ruolo di Tommy con la stessa gravità che lo ha sempre contraddistinto, ora più consumato e malinconico.
Aspetti visivi e scrittura
Il direttore della fotografia George Steel firma immagini di grande potenza. La nebbia del Nord, le pietre antiche della città e la luce crepuscolare sono rese con cura, e molte inquadrature sono davvero belle da vedere. Tuttavia il film alterna queste sequenze pittoriche a soluzioni visive che a volte risultano più scontate, come tagli su visioni sfuocate.
Il problema principale è la scrittura. Dialoghi esplicativi e talvolta troppo semplici impediscono al film di sfruttare appieno l'atmosfera che costruisce. Anche il fan service sembra rapido e poco profondo, come se si stesse spuntando una lista di eventi piuttosto che approfondire personaggi e motivazioni.
Verdetto
Peaky Blinders: The Immortal Man è un prodotto che funziona molto bene sul piano estetico e su quello attoriale, ma è meno convincente quando si tratta di sostanza narrativa. Se amate lo stile e lo sguardo fotografico, troverete molto da apprezzare. Se cercate un finale che approfondisca davvero il peso delle scelte dei personaggi, restate con qualche domanda in tasca.
In breve: bel vestito, faccia tosta e tristezza elegante. Funziona, ma poteva fare di più.