Un alto funzionario diplomatico ha confermato che l'Iran ha ricevuto un piano in 15 punti dagli Stati Uniti pensato per porre fine al conflitto tra USA, Israele e Teheran. La reazione di Teheran, raccontata a Al Jazeera, non è stata esattamente un applauso.

Cosa dice l'Iran

Secondo la fonte, l'Iran ha definito la proposta statunitense "estremamente massimalista e irragionevole". In parole povere, il piano sarebbe "neanche bello sulla carta", e il documento sarebbe presentato in modo ingannevole e fuorviante.

Cosa prevedeva, in sintesi, il piano Usa

  • Alleggerimento di alcune sanzioni
  • Ritorno su parte del programma nucleare iraniano
  • Limitazioni sui missili iraniani
  • Riapertura e sicurezza dello Stretto di Hormuz
  • Restrizioni al sostegno iraniano a gruppi armati

Perché non ci sono state trattative dirette

L'Iran ha spiegato di avere chiari limiti e condizioni per un cessate il fuoco. Non ci sono stati colloqui diretti tra Washington e Teheran dall'inizio del conflitto. Le comunicazioni sono avvenute tramite mediatori, non faccia a faccia.

I mediatori e le loro offerte

Pakistan, Egitto e Turchia sono al centro degli sforzi di mediazione. Fonti hanno detto che mediatori spingono per colloqui in presenza, possibili già da venerdì in Pakistan. Ogni paese ha le sue ragioni per essere coinvolto:

  • Pakistan: ha una minoranza sciita, relazioni commerciali e di confine con l'Iran, un accordo di difesa con l'Arabia Saudita e una maggioranza sunnita vicina ai Paesi del Golfo. Inoltre, non ospita basi Usa sul proprio territorio, il che lo rende meno esposto alle critiche di essere uno strumento americano.
  • Egitto: ha detto di essere disponibile a ospitare incontri che aiutino a de-escalare. Il ministro degli esteri egiziano ha dichiarato sostegno all'iniziativa diplomatica proposta da Washington.
  • Turchia: ha ammesso di aver svolto il ruolo di intermediario nel passare messaggi tra Teheran e Washington.

La controproposta di Teheran

La tv statale iraniana in inglese ha citato un funzionario anonimo che ha respinto ufficialmente l'offerta Usa. L'Iran ha presentato la propria lista di richieste in cinque punti:

  • Fine delle uccisioni di funzionari iraniani
  • Garanzie che non venga avviata un'altra guerra contro l'Iran
  • Riparazioni per i danni della guerra
  • Fine delle ostilità
  • Libertà di esercitare sovranità sullo Stretto di Hormuz

Il contesto sul terreno

La protesta iraniana arriva in un momento di alta tensione: Israele ha lanciato attacchi aerei su Teheran, gli Stati Uniti hanno inviato paracadutisti e altri marines nella regione, e l'Iran ha continuato a colpire obiettivi in Israele e in alcuni paesi del Golfo. Un attacco iraniano ha anche causato un grande incendio all'aeroporto internazionale del Kuwait.

Le relazioni tra Iran e Stati Uniti restano molto tese, anche a causa di attacchi precedenti avvenuti mentre si svolgevano colloqui diplomatici di alto livello, incluso l'episodio del 28 febbraio che ha segnato l'inizio dell'attuale conflitto.

Reazioni interne ed esterne

Funzionari israeliani, che avevano spinto per continuare la linea militare, sono rimasti sorpresi dall'invio di una proposta di cessate il fuoco da parte americana. Intanto la diplomazia tenta di correre ai ripari con incontri e scambi di messaggi, ma la distanza tra le richieste è ancora ampia.

In sintesi, c'è un documento Usa sul tavolo, l'Iran lo ha respinto in modo netto, e mediatori regionali provano a costruire un ponte mentre la situazione militare rimane instabile. La diplomazia è in movimento, ma la strada per un accordo è tutt'altro che semplice.