Jurgen Klopp non è uno che esagera per drammi. Eppure, quando parla di Mohamed Salah usa parole che non lasciano molto spazio ai dubbi: per lui Salah è un all-time great, uno di quelli la cui eredità al Liverpool sarà dura da eguagliare.

Da Roma a Anfield, numeri che parlano

Salah arrivò al Liverpool nel 2017, ceduto dalla Roma per 34 milioni di sterline. Klopp lo ha allenato per le prime sette stagioni del suo mandato, fino all'annuncio che l'attaccante lascerà Anfield questa estate. Con la maglia dei Reds ha segnato 255 gol, che lo posizionano al terzo posto nella classifica dei marcatori di sempre del club.

Un giocatore normale sul campo, ma non nei numeri

Klopp ha ricordato che, nel lavoro quotidiano, con Salah valevano le stesse regole di tutti: non perdere il pallone qui, difendere qui, seguire le istruzioni. Ma guardando il quadro complessivo, i numeri sono semplicemente fuori scala. Per Klopp sono cifre difficili da pareggiare e non si aspetta che qualcuno le superi facilmente nei prossimi anni.

I trofei e il famoso tridente

Durante gli anni con Klopp, Salah ha vinto la Champions League, la Premier League, tre coppe nazionali, la Supercoppa europea e il Mondiale per club. Gran parte di questi successi arrivarono quando Salah giocava sulla fascia destra di un tridente composto da Roberto Firmino e Sadio Mané.

  • Champions League
  • Premier League
  • Tre coppe nazionali
  • Supercoppa europea
  • Mondiale per club

Ruoli nel tridente

Klopp ha definito quel trio come il miglior tridente del calcio mondiale per lungo tempo, soprattutto per i risultati e i numeri. Ha tracciato i profili dei tre componenti in modo chiaro:

  • Mohamed Salah: l'uomo del gol, quello che ha sempre l'ultimo pensiero rivolto alla rete. Secondo Klopp non è una cosa che si allena, è qualcosa che ha dentro e che lo accompagnerà per tutta la vita.
  • Sadio Mané: un mix di qualità, capace di segnare ma anche di abbassarsi e giocare a centrocampo quando serviva.
  • Roberto Firmino: il talento creativo, il giocatore che pensava meno ai numeri e più al gioco collettivo, con una visione particolare del calcio.

In sostanza, Klopp sostiene che Salah fosse spesso leggermente sopra gli altri due per istinto da finalizzatore. Questo mix di ruoli e abilità è stato centrale per il periodo di maggior successo del Liverpool sotto la guida dell'allenatore tedesco.

Che siate tifosi dei Reds o semplici curiosi, resta il fatto che Salah ha lasciato un segno netto nella storia del club, in gol, trofei e memoria collettiva. E Klopp lo dice chiaramente: superarlo non sarà facile.