Il Pentagono ha chiesto al Congresso un supplemento di spesa di 200 miliardi di dollari per sostenere quella che l'amministrazione descrive come un'operazione militare in Iran condotta insieme a Israele. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha detto che non c'è un "termine" fissato per la fine delle ostilità e che l'importo richiesto potrebbe variare.

La richiesta di fondi

Secondo ricostruzioni dei media, il Dipartimento della Difesa ha presentato la cifra alla Casa Bianca. Hegseth, pur senza confermare il numero in modo netto, ha osservato che "quel numero potrebbe muoversi" e ha aggiunto in modo pragmatico che servono risorse per combattere.

Perché così tanto

  • È una somma eccezionale: 200 miliardi si aggiungerebbero al bilancio già molto consistente del Pentagono.
  • Già spese recenti: l'anno scorso il Dipartimento aveva ottenuto circa 150 miliardi tramite la manovra fiscale di luglio proposta dall'amministrazione.
  • Approvazione necessaria: qualsiasi richiesta aggiuntiva dovrà passare per il vaglio del Congresso, dove il sostegno politico non è scontato.

Nessun 'termine' stabilito

Alla domanda su quando finirà l'operazione, Hegseth ha evitato di fissare una data: "Non vorremmo stabilire un termine definitivo". Ha detto inoltre che le operazioni sono "molto in linea con quanto previsto" e che sarà il presidente a decidere quando dichiarare gli obiettivi raggiunti.

Hegseth ha riferito che le forze statunitensi hanno colpito oltre 7.000 obiettivi in territorio iraniano e che il giorno della sua dichiarazione avrebbe segnato "il pacchetto di attacchi più ampio finora".

Le reazioni di Capitol Hill

Il Congresso non ha autorizzato formalmente la guerra e mostra crescente preoccupazione per la portata e la strategia dell'operazione. Nonostante il controllo repubblicano, molti legislatori conservatori sono attenti alla spesa pubblica e potrebbero opporsi a nuovi stanziamenti ingenti.

I democratici hanno indicato che probabilmente chiederanno maggiori dettagli sulla strategia e sugli obiettivi prima di approvare ulteriori finanziamenti. Betty McCollum, la dem che sovrintende alla spesa per la difesa in commissione, ha avvertito che non sarà un'approvazione automatica.

Il presidente della Camera, Mike Johnson, ha dichiarato di essere pronto a sostenere le necessità per la sicurezza nazionale, pur affermando di non aver ancora esaminato i dettagli della richiesta.

Messaggi dalla Casa Bianca e posizione del presidente

Durante una conferenza con il primo ministro giapponese, il presidente ha difeso la richiesta di fondi e ha detto che si tratta di risorse necessarie anche per altri scenari, oltre all'operazione in Iran. Ha inoltre collegato parzialmente il bisogno di rifornimenti all'assistenza fornita all'Ucraina, aggiungendo che servono grandi quantità di munizioni.

Il presidente ha affermato che l'operazione potrebbe essere terminata rapidamente se lo si volesse, ma che la scelta è di procedere con attenzione.

Dettagli operativi e armamenti

Il più alto ufficiale militare presente alla conferenza stampa ha fornito alcuni dettagli sulle piattaforme impiegate: gli A-10 Warthog sarebbero impiegati per affrontare imbarcazioni d'attacco veloci nello Stretto di Hormuz, mentre gli AH-64 Apache sono stati usati in Iraq per colpire milizie allineate con l'Iran. Alcuni alleati avrebbero iniziato ad utilizzare questi elicotteri d'attacco contro droni monodirezionali lanciati dalle forze di Teheran.

Cosa succede ora

La palla passa al Congresso: senza l'approvazione del ramo legislativo non è garantito che l'amministrazione ottenga i fondi richiesti. Il dibattito si preannuncia acceso, con equilibri politici e considerazioni di bilancio che peseranno tanto quanto le valutazioni strategiche sul terreno.