La rincorsa ai data center mette alla prova le reti

L'onda di nuovi data center per l'intelligenza artificiale sta spingendo paesi europei a correre per mettere online capacità di calcolo. Il problema principale non è tanto la produzione di energia quanto la sua capacità di raggiungere i luoghi giusti. In pratica, c'è energia, ma spesso non ci sono abbastanza cavi e connessioni per portarla dove la richiesta sale di colpo.

La lunga lista d'attesa nel Regno Unito

Nel Regno Unito, l'operatore della rete di trasmissione per Inghilterra e Galles ha in coda richieste di connessione per data center che complessivamente richiederebbero oltre 30 GW di potenza. Per dare un ordine di grandezza, sono circa due terzi della domanda di picco nazionale. Anche se non tutti quei progetti verranno concretizzati, l'attuale rete non ha abbastanza spazio per tutti.

Progetti che saltano e ambizioni europee in gioco

La mancanza di connessioni ha già fatto naufragare alcuni progetti di data center, frenando le ambizioni europee di catturare una fetta della spesa globale in calcolo per l'AI. Diversi esperti segnalano che progetti vengono cancellati perché non trovano accesso alla rete, con ricadute su investimenti e occupazione.

Cosa stanno sperimentando i gestori di rete

Di fronte alla pressione dei governi per ridurre le code, i gestori stanno testando varie strategie per estrarre più capacità dalle infrastrutture esistenti. Le soluzioni vanno dal cambiare materiali dei cavi, allo instradare l'energia evitando punti di congestione, fino a modulare il flusso in base al meteo locale.

Dynamic line rating: più energia quando il tempo aiuta

Una delle tecnologie più promettenti è il dynamic line rating, noto come DLR. Si tratta di sensori che misurano condizioni ambientali e termiche dei cavi e permettono di aumentare la quantità di energia trasmessa quando il raffreddamento naturale lo consente. Ad esempio, in giornate fredde e ventose una linea può trasportare più potenza in sicurezza rispetto a una giornata calda.

  • Un studio dell'UE stima che tecnologie di questo tipo potrebbero aumentare la capacità di rete fino al 40 percento in teoria.
  • Nonostante i piani di espansione, finora il gestore nazionale ha applicato DLR a solo 275 km di linee.

I limiti pratici e i paradossi climatici

DLR e altre soluzioni non sono una bacchetta magica. Durante ondate di caldo, quando i data center consumano di più per raffreddare i server, la capacità di rete tende a diminuire. Quindi la domanda è massima proprio quando la rete può offrire meno, creando un problema complicato da gestire.

Inoltre, i gestori sono prudenti: errori o interventi troppo rapidi possono provocare blackout. Per questo la diffusione di nuove tecnologie procede con cautela.

Flessibilità dei data center e regole attuali

Una possibile via d'uscita è la flessibilità dei consumi: alcuni data center AI possono modulare i picchi di domanda, usare batterie o ritardare certi processi non essenziali. Se accettassero di adattare i loro carichi in periodi critici, potrebbero ottenere connessioni più rapide.

Peccato che, nelle regole attuali, la flessibilità offerta dai data center non sempre venga conteggiata nelle decisioni di connessione, riducendo l'efficacia di questa soluzione.

Quanto si è fatto finora e cosa serve davvero

Negli ultimi cinque anni la rete ha guadagnato circa 16 GW di capacità grazie a tecnologie che migliorano la rete e alla sostituzione di vecchi cavi con altri più conduttivi. Ma gran parte della crescita necessaria per ospitare nuovi grandi carichi dovrà arrivare da infrastrutture nuove di zecca.

Costruire nuove linee di trasmissione richiede tempo e soldi. A seconda del progetto, la realizzazione può richiedere tra i 7 e i 14 anni per contenziosi, problemi di pianificazione, vincoli di catena di approvvigionamento e manodopera. Nel Regno Unito complicano ulteriormente la questione fattori geografici: molta produzione rinnovabile si trova in Scozia e nel Nord, mentre i consumi e i data center sono concentrati al Sud. Inoltre, il terreno a ovest rende necessario instradare molte linee lungo l'est o offshore, riducendo le opzioni di espansione.

Regolazione e misure per filtrare le richieste

Per ridurre la lista d'attesa, il regolatore energetico sta preparando riforme per separare le proposte serie da quelle speculative e sta valutando sanzioni per i gestori che non rispettano i tempi di connessione e non aumentano la capacità. L'obiettivo è semplice: collegare i progetti reali più velocemente possibile.

Conclusione: soluzioni multiple e più infrastrutture

Non esiste una soluzione unica. Servono interventi su più fronti: applicare tecnologie che aumentano la capacità disponibile nel breve termine, aggiornare regole che riconoscano la flessibilità dei grandi consumatori, e soprattutto pianificare e costruire nuova trasmissione. Se l'Europa vuole restare competitiva nella corsa all'AI, dovrà fare entrambe le cose: innovare ora e costruire per il futuro.