Il commento di Brundle

L’ex pilota di Formula 1 Martin Brundle ritiene che George Russell abbia perso la testa nel Gran Premio del Giappone, dopo essere andato in difficoltà a metà gara per una serie di circostanze che, nel motorismo moderno, vengono sempre presentate come “gestibili” fino al momento in cui non lo sono più.

Russell si è fermato ai box mentre occupava la seconda posizione, pochi istanti prima dell’ingresso della safety car provocato dal violento incidente di Oliver Bearman. Quel timing ha permesso a Kimi Antonelli, che non si era ancora fermato, di riprendere il comando della corsa.

Il messaggio via radio

Via radio, Russell ha chiesto se Antonelli sarebbe rientrato in pista in un punto concordato in precedenza, così da favorire entrambe le vetture del team. Una richiesta abbastanza prudente, almeno sulla carta, e quindi perfettamente destinata a complicarsi appena la gara ha ripreso ritmo.

Al restart, infatti, Russell ha perso terreno. Dietro di lui, Lewis Hamilton ha avuto una ripartenza più efficace e si è fatto vedere con maggiore convinzione.

Parlando con Sky F1, Brundle ha sintetizzato così la situazione:

“Su quella ripartenza, George è stato derubato, come gli era già successo in Cina.”

E ancora:

“Se c’è un accordo, faremo così alla ripartenza, è quello che stava dicendo. ‘Lo faremo davvero?’ Non ha ottenuto la risposta che voleva e, alla ripartenza, era chiaramente senza la batteria nel punto giusto, perché le Ferrari gli erano di nuovo addosso.”

Brundle ha poi aggiunto che Russell era frustrato e aveva “perso un po’ la testa”. Secondo lui, il pilota britannico aveva la gara sotto controllo e avrebbe probabilmente potuto superare anche Oscar Piastri più avanti.

Un risultato che pesa

Russell ha chiuso quarto, segnando la prima gara del 2025 in cui non è salito sul podio. Con questo risultato è scivolato al secondo posto nella classifica piloti.

Brundle ha invitato Russell a sfruttare la pausa di aprile per resettare la situazione:

“Nel complesso, deve fare un reset su questo episodio. Ma arriva a Miami con diversi punti di distacco dai suoi compagni di squadra.”

E ha concluso con un avvertimento molto semplice, che in Formula 1 di solito arriva sempre quando ormai il problema è già in bella vista:

“Sono tempi difficili per George. Deve trattare Kimi Antonelli come se fosse Lewis Hamilton nel suo periodo migliore e una minaccia per il campionato.”