Una finale che si gioca anche in panchina
La sfida decisiva della Repesca Mondiale tra Bosnia-Erzegovina e Italia non passerà solo dai piedi dei giocatori. Al Bilino Polje di Zenica si intreccia anche un altro duello, quello tra Sergej Barbarez e Gennaro Gattuso, due tecnici che arrivano al match con storie molto diverse e, ovviamente, con la necessità di mostrarsi più lucidi dell’altro.
Per Barbarez, ex attaccante e oggi alla sua prima esperienza da allenatore in nazionale dopo aver chiuso la carriera da calciatore nel 2008, la vigilia è stata l’occasione per alzare un po’ la temperatura. Gattuso, dal canto suo, ha raccolto la provocazione con il consueto misto di pragmatismo e difesa d’ufficio. Il risultato è una partita di scacchi che, a giudicare dai toni, assomiglia piuttosto a una mano di poker.
La battuta di Barbarez
Alla domanda sulla strategia bosniaca, Barbarez ha risposto con ironia:
Se segniamo l’1-0, parcheggeremo l’autobus da una parte. Se ci segnano, lo parcheggeremo dall’altra.
Tradotto: Bosnia proverà a giocarsela, senza trasformarsi automaticamente nella caricatura tattica che qualcuno, evidentemente con grande fantasia, si aspettava di vedere.
Il dettaglio non è banale. Barbarez, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è diventato anche giocatore professionista di poker. Tanto da arrivare a prendere parte alle World Series of Poker, chiudendo al 19º posto. Insomma, uno che conosce bene la differenza tra tenere nascosta la mano e scoprirla al momento giusto.
La risposta di Gattuso
Poche ore dopo, una volta arrivato in Bosnia, Gattuso ha risposto senza perdere l’occasione di rimettere la discussione su un terreno più concreto:
Il suo allenatore, che è un grande giocatore di poker, ha parlato di autobus... ma loro non si limitano ad appoggiare gli autobus: rispettano gli avversari, ma sanno essere pericolosi.
Una replica che suona come un invito a non sottovalutare la nazionale bosniaca, pur senza concedere troppo alla retorica della vigilia. D’altronde, Gattuso non è noto per regalare molto né in campo né davanti ai microfoni.
Tra rispetto, rivalità e casi di contorno
La partita resta comunque incorniciata da un rapporto storico di rispetto tra i due Paesi. L’Italia fu la prima nazionale a giocare un’amichevole in Bosnia dopo l’indipendenza, nel 1996. Un dettaglio che ricorda come certi legami sportivi sopravvivano anche quando il calendario decide di piazzarti una finale ad alta tensione.
La vigilia, però, ha portato con sé anche una serie di episodi collaterali:
- il video diventato virale con la reazione di Dimarco e Vicario alla qualificazione della Bosnia;
- l’episodio dello “spia” italiano a Butmir;
- le polemiche della stampa italiana attorno al modesto stadio di Zenica.
Tutto materiale utile per alimentare il rumore di fondo. Perché una sfida così, a quanto pare, non poteva limitarsi a 90 minuti di pallone.
Le probabili formazioni
BOSNIA (4-4-2): Vasilj; Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac; Memic, Sunjic, Tahirovic, Alajbegovic; Demirovic, Dzeko.
ITALIA (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui.